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The Year In Web Intelligence: 2011

Tradotto da Joseph Stanhope, Forrester Research

Il 2011 è stato un anno particolarmente interessante per l’analytics community. Per questo non ho potuto resistere e ho colto l’occasione per riepilogare gli eventi e i trend più significativi che ho osservato nel corso dell’anno. Ho scelto alcuni argomenti che sono stati significativi nel corso del 2011 e che probabilmente avranno un impatto anche nel 2012:

1. Viene lanciato Google Analytics Premium. In settembre, Google entra nel mercato web analytics a pagamento con Google Analytics Premium. La nuova offerta ha portato le caratteristiche di Google Analytics (GA) a un livello superiore rispetto alla versione gratuita e ha introdotto alcune nuove opzioni nell’enterprise analytics quali potenza di calcolo, supporto e funzionalità di prodotto. In questo 2012 sarà interessante osservare come Google continuerà a sviluppare il programma GA Premium per restringere il divario con i concorrenti e fino a che punto sarà in grado di rifinire i modelli commerciali e di supporto.

2. Nuove release di prodotto dei principali vendor enterprise escono sul mercato. Il 2011 è stato un anno di major product updates per diversi vendor — in particolare Adobe SiteCatalyst v15, Google Analytics versione 5, IBM Coremetrics Web Analytics 2011 e Webtrends Analytics 10. Questi hanno rappresentato upgrade di prodotto significativi, in molti casi riguardanti l’architettura di back-end e il processing, le funzionalità e la user experience. Sono stato rincuorato dall’aver visto i principali web analytics vendors rifocalizzare i loro sforzi sullo sviluppo core e organico del prodotto e spero che mantengano lo stesso slancio anche nel 2012.

3. Il Tag management guadagna trazione. Il Tag management si sviluppa come tema a sé stante nel 2011 e cattura l’immaginazione di vendor e utenti. Nuovi vendor stanno entrando sul mercato di gran carriera ottenendo fondi e vendor consolidati a livello enterprise si stanno muovendo ugualmente. Questo è stato un tema popolare lo scorso anno perché a livello commercial la tecnologia di tag management si rivolge a un problema pervasive e quotidiano e offre nuove interessanti possibilità per far si che i processi di analytics diventino più efficienti e più efficaci. Il 2012 sarà un anno importante per il tag management visto che la tecnologia inizia a maturare e gli utenti accumulano esperienza nell’implementare e nell’utilizzare le soluzioni negli ambienti live di produzione.

4. Il Data warehousing è in cima alle priorità. L’esplosione dei volumi dei dati digitali e delle fonti è una lama a doppio taglio, il potenziale per sfruttare i dati per guidare le attività di marketing e la customer experience non è mai stato così grande, ma portare i dati in una posizione tale da supportare il business è una sfida enorme. Nel 2011, le problematiche di data management sono state un tema prioritario visto che gli utenti hanno preso nuovamente in considerazione i processi e le implicazioni tecniche associate alla raccolta, all’immagazzinamento e alla distribuzione dei dati digitali per l’analytics e il marketing. hanno rappresentato una tendenza. Il diluvio di dati non scomparirà nel 2012 e mi aspetto che la discussione vada oltre il “big data” (nulla di nuovo…) per indirizzare i veri fattori che influenzano il digital data management (pensiamo alla diversità dei dati, alla velocità, all’integrazione, alla gestione a risparmio delle API), portando a nuove soluzioni proposte dai vendor, dai consulenti e dagli utenti progressisti.

5. La Privacy è il tema caldo che tutti fanno finta di non vedere. La privacy del consumatore continua ad essere uno dei temi principali, sottoposto ad un esame continuo ed accurato dai principali mercati media, dai consumatori e dagli attivisti. Nel 2011, abbiamo visto alcune vampate di rabbia intorno alla raccolta e all’utilizzo delle informazioni riferite al consumatore, ciò ha messo in evidenza quanto fragile e polarizzata sia la situazione attuale e ha sottolineato quanto le implicazioni legali e di pubbliche relazioni riferite alla privacy debbano essere prese con serietà. L’intervento governativo nelle tematiche di privacy ha causato non pochi problemi negli USA, ma le nuove direttive dell’Unione Europea sulla privacy e la protezione dei dati — cioè la cosiddetta “cookie” law — sono state introdotte specialmente nel Regno Unito. Questi problemi non si risolveranno a breve. Nel 2012 sarà importante tenersi aggiornati sulla ratificazione e sull’applicazione delle regole EU e verificare se la legislazione sulla privacy dei dati trova adesione negli USA durante il lungo ciclo di campagna elettorale sia a livello statale sia a livello federale.

6. Il Mobile analytics si prende l’attenzione che gli spetta. Il 2011 è stato un anno importante per il mobile visto che il traffico e il reddito generate dal browsing mobile e dalle applicazioni mobile è balzato da valori minimali a strumento indispensabile per l’acquisizione e la customer loyalty. Il mobile non è per niente maturo, ma nel momento in cui si trasforma in grande business, le imprese iniziano a considerare l’analytics sul mobile seriamente. Il progresso è stato impressionante in un così breve lasso di tempo tant’è vero che più imprese prendono in considerazione una strategia di misurazione mobile upfront nel processo di sviluppo del mobile. Nel 2012 mi aspetto un aumento della sofisticazione – in particolare per le applicazioni – visto che metriche e indicatori chiave di performance maturano e gli utenti iniziano a fare un adattamento delle pratiche di ottimizzazione per i canali mobile.

7. Nasce il Data Scientist. Il diluvio di dati digitali ha messo a disposizione più dati che mai, ma sta spingendo le nostre capacità tecniche e analitiche ai loro limiti. Nel 2011, il bisogno di sfruttare appieno l’intero valore dei dati ha contribuito alla divulgazione del ruolo del data scientist. Un titolo lavorativo in passato osservato soltanto presso le più grandi organizzazioni pure play su Internet, i data scientist stanno diventando sempre più comuni in ogni tipo di organizzazione che condividono la medesima caratteristiche: montagne di dati inutilizzati ma preziosi. I Data Scientist — la descrizione precisa del ruolo è ancora soggetta al dibattito – utilizzano le loro competenze in tecnologia, analytics, advocacy e business per aiutare le imprese ad estrarre i dati per generare insight. In molti casi questo si erige sul set di competenze tradizionali del web analyst, ma non è limitato alla web analytics o al marketing. Visto che le organizzazioni continuano a formalizzare le loro risorse dirette a monetizzare i dati nel 2012, il ruolo del data scientist continuerà a crescere in popolarità.

8. L’Online testing mantiene il suo slancio. Questo è un trend che si mantiene dal 2010 e che non ha visto segnali di diminuzione lungo il 2011 e nemmeno entrando nel 2012, visto che vendor quali Monetate e Maxymiser continuano a ricevere attenzione e a ricevere fondi da investitori privati per inseguire il mercato enterprise. Imprese quali Optimizely e Wingify continuano a innovare sull’usabilità e la semplicità di deployment alla ricerca della democratizzazione del site optimization. Credo che l’online testing sia ancora sottoutilizzato dalla maggioranza delle imprese, per cui c’è ampio spazio di crescita ma sarà interessante vedere come la storia si svolgerà nel 2012 con lo spostamento dall’adozione alla maturità e lo scalare dei programmi di ottimizzazione oltre all’evoluzione dei casi d’uso come il targeting.
Questo è ciò che ho visto nel 2011, ma di certo non posso pretendere di avere creato una lista complete ed esaustiva. Cosa vorreste aggiungere voi? E come pensate che gli 8 temi da me proposti si declineranno nel corso del 2012?


YouTube Insight diventa YouTube Analytics

YouTube ha aggiornato il suo tool di web analytics, cambiando il nome da Insight ad Analytics.
Le modifiche sono disponibili da oggi, anche se è ancora possibile accedere a Insight e fare un paragone fra i due prodotti.
I cambiamenti non sono di rilievo: alcune caratteristiche esistenti sono state modificate ed estese e ci sono un paio di strumenti nuovi che possono aiutare a capire meglio le caratteristiche dei propri spettatori e le loro attività sul canale.
Il look è stato rivisto per dare alle statistiche un po’ più di spazio, è stato rimosso parte dello spazio dedicato al semplice testo. Il layout è stato modificato e comprende una focalizzazione su alcune metriche orientate al social (i “mi piace”, i commenti o la variazione netta di iscritti). Anche la ricerca è stata resa più intuitiva con alcuni controlli drill-down posizionati in maniera ben visibile.

Tutti i report standard (esportabili in CSV) ora hanno informazioni più dettagliate, forse non con una profondità eccessiva, ma comunque di notevole interesse.
Significativa è l’attenzione che si è voluta dare ai dati socio-demografici degli utenti (report Dati Demografici), utili per analizzare e valutare il target raggiunto.

La metrica di fidelizzazione del pubblico (divisa tra assoluta e relativa) si presenta come un pratico strumento, mentre il confronto con altri video della stessa lunghezza sembra poco utile (da Insight). Interessante è analizzare i punti del video in cui gli utenti hanno abbandonato. La sequenza di intro è troppo lunga? La pausa nella conversazione ha bruscamente interrotto le visualizzazioni? Domande che è lecito porsi per poi modificare i propri contenuti.

Il tab relativo al “Servizio di Condivisione” mostra su quali piattaforme il video è stato condiviso. Oltre all’ovvio Blogger, al momento sono riconosciuti anche Facebook, G+, Twitter, Stumbleupon, Tumblr, Myspace, Digg, Orkut e Mixx.


Strani eventi StumbleUpon su Google Analytics

StumbleUpon è un servizio molto popolare in USA che integra le caratteristiche dei social bookmarking con quelle tipiche dei social network. L’utente a seconda delle proprie preferenze può “inciampare” (to stumble) in modo casuale su siti pertinenti alla propria ricerca. Ogni sito viene incorporato all’interno di StumbleUpon (es. http://www.stumbleupon.com/su/esempio/www.miosito.com/) mantenendo inalterate tutte le proprie caratteristiche e funzioni (codice di tracciamento Google Analytics compreso).

Una visita su un sito visualizzato in StumbleUpon ha come sorgente stumbleupon.com e come mezzo referral.
Andando però ad analizzare il codice sorgente della pagina “inclusa” su StumbleUpon troviamo una chiamata ad un file caricato sui server StumpleUpon, chiamato su_client_webtoolbar.js

Il file “su_client_webtoolbar.js” all’interno contiene una funzione che va a modificare l’utme passando un evento (Page Exit*Time On Site*First Load).

Contrariamente a quanto auspicabile, i valori dell’evento non vengono passati solamente all’account Google Analytics di StumbleUpon (UA 16124905-1) ma anche all’account (se esistente) Google Analytics relativo alla pagina “inclusa” all’interno dell’interfaccia di StumbleUpon.
Questo si può facilmente verificare in Google Analytics all’interno dei report relativi agli eventi. L’evento è stato impostato in modo tale da attribuire come Event Value i secondi spesi sul sito.

La presenza di questi eventi non è comunque invasiva e non influisce su altri report.


Analytics – The Widening Divide

Il MIT Sloan Management Review insieme all’IBM Institute for Business Value hanno pubblicato la seconda edizione di uno studio che registra un crescente divario tra quelle imprese che vedono un valore nella business analytics e che si stanno trasformando per trarre vantaggio da queste nuove opportunità, e le organizzazioni che ancora non hanno accettato e compreso la disciplina.

La ricerca è il risultato di un’indagine svolta a livello globale su oltre 4.500 executive, manager e analisti e interviste svolte con esperti accademici ed esperti sul tema provenienti da settori e discipline varie.

Secondo i risultati dello studio, il 58% delle organizzazioni osservate oggi utilizza gli analytics per creare un vantaggio competitivo nei loro mercati o settori, un incremento rispetto al 37% dello scorso anno quando lo studio era stato effettuato nella sua prima edizione.

Nel 2010 i livelli progressivi di sofisticazione analitica identificati erano: Aspirational, Experienced e Transformed. Il confronto anno su anno di questi gruppi rivela che le organizzazioni appartenenti ai gruppi Experienced e Transformed stanno espandendo le loro competenze e al contempo innalzando le aspettative attese dall’analytics, mentre le organizzazioni appartenenti al gruppo Aspirational stanno rimanendo indietro. Questo crescente divario ha implicazioni importanti per quei business che sono alla ricerca delle migliori decisioni possibili basate su quel flusso di conoscenza che origina da un mondo interconnesso.

Analytics: The Widening Divide, individua tre competenze chiave che consentono alle organizzazioni di costruire il vantaggio competitivo utilizzando gli analytics.
Osservando la categoria di organizzazioni Transformed, quelle con gli utenti di analytics più sofisticati, sono state individuate queste tre competenze chiave: 1) il management dell’informazione; 2) skill e strumenti di analytics; 3) cultura orientata al dato. Il saper padroneggiare queste competenze consente alle organizzazioni di ottenere il massimo vantaggio dall’analitica.

Lo studio inoltre descrive i percorsi distinti che le organizzazioni intraprendono nell’ottenere una sofisticazione analitica e fornisce raccomandazioni per accelerare il percorso di trasformazione delle organizzazioni in questa direzione.


Google Analytics: Site Speed report

Annunciata in Google Analytics una nuova caratteristica della funzione Site Speed per il tempo di caricamento delle singole pagine.
Lo scorso 4 Maggio, il team di Google Analytics aveva annunciato un nuovo report dedicato alla velocità del sito: in pratica era possibile aggiungere una funzione al codice di tracciamento (definita _trackPageLoadTime) che consentiva di popolare un nuovo report in grado di indicare il tempo di caricamento delle singole pagine e quindi influenzare anche la qualità delle landing page delle campagne AdWords e il ranking nelle ricerche su Google. Questa funzione, va detto, considerava solo un campione (al massimo il 5%) delle pagine visualizzate per calcolare il tempo di caricamento e non era valida nel caso di URL riscritte (il caso in cui la funzione trackpageview viene popolata).
site speed report
Oggi, grazie ad una nuova funzione introdotta negli ultimi giorni, questi limiti sono stati quanto meno migliorati: la nuova funzione _setSiteSpeedSampleRate() è infatti in grado di garantire gli stessi valori della funzione precedente, senza dover rinunciare alle pagine virtuali. Inoltre popolando la funzione, è possibile definire la percentuale di campionamento (fino al 10%, anche se la funzione consente valori da 1 a 100) se vengono registrate fino a 10.000 pageviews al giorno. Se viene inviato un numero di hit superiore, non sarà possibile modificare il limite del campionamento, che rimarrà fissato all’1%.
Per chi già stesse utilizzando la funzione _trackpageloadtime, si aprono ora 2 interessanti scenari: mantenerla senza effettuare modifiche (il campionamento sarà impostato al 10%), oppure passare alla nuova funzione (eliminando la precedente perché le due funzioni non possono coesistere).


Google Analytics Flow Visualization

E’ stato annunciato ieri al Web 2.0 Summit di San Francisco il lancio di una delle nuove e più interessanti feature di Google Analytics: la Flow Visualization.
Si tratta di una serie di report in grado di visualizzare graficamente in maniera puntuale e intuitiva i flussi dei navigatori sul sito. Fino a ieri, infatti, era possibile visualizzare esclusivamente la pagina precedente e quella successiva al flusso di navigazione, oppure le due successive data una pagina. I report sugli obiettivi consentono di visualizzare un intero path di navigazione, ma questi devono essere precedentemente scelti e impostati.
Ora, invece, è possibile visualizzare l’intero percorso di navigazione per tentare di capire quali siano gli “ostacoli” che gli utenti incontrano all’interno del percorso di conversione/navigazione.

Esistono 3 report:
• Visitors Flow, che mostra da dove giungono i visitatori e quale flusso di navigazione attraversano;
• Navigation Flow, che mostra la navigazione (avanti e indietro) prendendo come riferimento una pagina (sarà disponibile a breve);
• Goal Flow, che mostra la navigazione relativa ad un obiettivo.
Il “Visitors Flow” è una rappresentazione grafica dei percorsi che i visitatori scelgono all’interno del sito, dalla sorgente, attraverso le varie pagine, sino all’uscita.
Un nodo (node) rappresenta la metrica in base a cui si sta filtrando la visualizzazione (prima colonna), oppure una singola pagina o un insieme di pagine (per esempio, quelle facenti parte di una directory).
Una connessione (connection) rappresenta il percorso da un nodo all’altro e il volume di traffico lungo il percorso.

Questo report consente di porre l’attenzione su:
• Il volume di visite al sito provenienti dalla dimensione scelta (sorgente di traffico, paese, browser, ecc..)
• Il volume di Pagine Viste per pagina o insieme di pagine
• Metriche specifiche per connessioni, nodi e uscite
Il “Navigation Flow” consente di valutare il traffico da e verso un nodo, che può essere rappresentato da una singola pagina o da un gruppo di pagine all’interno della stessa directory. Questo report è utile per identificare le pagine che sono più o meno efficienti all’interno di un percorso di navigazione.

Il “Goal Flow” è una rappresentazione grafica dei percorsi dei visitatori che hanno portato a termine con successo una conversione; dalla sorgente attraverso le pagine del path di navigazione, con il dettaglio delle pagine in cui, eventualmente, sono usciti.

Questo report evidenzia:
• Il volume di visite al sito provenienti dalla dimensione scelta (sorgente di traffico, paese, browser, ecc..)
• Il volume di Pagine viste per step dell’obiettivo
• Il volume di traffico/tasso di abbandono da step a step
• Dove i visitatori fanno marcia indietro all’interno del path di navigazione
• Metriche specifiche per connessioni, nodi e uscite
• Tassi di conversione per ogni sorgente

Dall’immagine si possono osservare queste principali funzioni:
1. Menù a tendina che permette di scegliere l’obiettivo/goal da analizzare
2. Menù a tendina che permette di applicare un segmento al flow dell’obiettivo. Sono presenti i segmenti predefiniti e i segmenti personalizzati precedentemente creati.
3. Barra che permette di aumentare o diminuire l’intensità del numero di “connessioni” all’interno del grafico.
4. Box di informazioni sul tasso di campionamento del report
5. Menù a tendina che permette di scegliere la dimensione di partenza.
6. Pulsante di personalizzazione della dimensione di partenza
7. Scala di visualizzazione dello zoom
8. Tabella di visualizzazione dei dati relativi al flusso obiettivo.

Questi report rappresentano una grande novità per Google Analytics perché vanno a colmare un deficit che finora è sempre stato presente. Inoltre, la possibilità di segmentare i percorsi di navigazione consente di avere a disposizione uno strumento ancora più funzionale ad un’analisi dettagliata.


Google Analytics Premium

Dopo varie anticipazioni e voci di corridoio è stato lanciato ufficialmente il pacchetto “Premium” di Google Analytics, una grande novità per quanto riguarda il settore.

Da ieri, 29 Settembre, sarà dunque possibile scegliere fra la versione standard (che continuerà a mantenere le proprie caratteristiche indipendentemente dalla versione a pagamento) e la nuova versione. Google Analytics Premium prevede un’elevata fee di licenza annuale e sarà inizialmente disponibile esclusivamente per i mercati USA, Canada e UK.

Queste le principali features e novità che caratterizzano Google Analytics Premium:
• Una maggiore potenza di calcolo, in grado di garantire report più veloci, eliminando i report campionati. I report saranno scaricabili, il limite per riga è stato alzato rispetto alle 50.000 della versione standard. Il limite delle request mensili è di 1 miliardo, mentre le variabili personalizzabili sono 50.

• Funzioni avanzate di analisi. Uno strumento di attribuzione delle conversioni più avanzato, in grado di migliorare i report dei Multi-Channel Funnels. Sarà possibile assegnare un peso alle diverse fonti e calcolare nuove metriche.

• Servizio e supporto. Assistenza telefonica per 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, in grado di supportare l’installazione e la gestione dell’account.

• Possibilità di linkare più prodotti Google (AdSense, AdWords e Optimizer).

• Garanzie: Service Level Agreement per la raccolta, l’elaborazione e il reporting. Si parla di livelli del 99,9% per la raccolta dei dati, 99% per la disponibilità dell’interfaccia e 98% per la freschezza dei dati.

Quest’ultimo punto è fondamentale per poter “sfondare” in un mercato, quello delle grandi imprese, particolarmente sensibile ad aspetti come la proprietà del dato e la conservazione nel tempo (per Google Analytics Premium si parla di 3 anni).

Per saperne di più, ecco il video ufficiale per il lancio di Google Analytics Premium:
http://www.youtube.com/watch?v=XNIQ7lxIXxg&feature=player_embedded


Google Analytics Real Time: dati in tempo reale per decisioni in tempo reale.

Prima novità per Google Analytics: come annunciato all’annuale summit svoltosi a metà Settembre, è da ieri disponibile una serie di report definita “Real Time”, Tempo Reale.
Al momento “Real-Time” è raggiungibile direttamente dal menù “Dashboard” (versione 5 di GA), solo dagli amministratori dell’account, è possibile richiedere l’autorizzazione alla visualizzazione di questi report compilando questa form.
Sono quattro i sottoreport attualmente disponibili:

A) Overview

Nel dettaglio di ciascun box:
1 – In questo box viene mostrato in tempo reale il numero di visitatori attivi sul sito e la loro distribuzione tra nuovi e ripetuti;
2 – In questo box viene mostrato il trend in tempo reale delle page views negli ultimi 30 minuti. Il grafico viene aggiornato per ogni pagina vista;
3 – Simile al box n.2 con la differenza che viene mostrato il dettaglio dell’ultimo minuto, utilizzando come unità di misura il secondo. Il grafico viene aggiornato ogni secondo;
4 – In questo box vengono mostrati i 10 principali siti referral relativi ai visitatori attivi sul sito.
5 – In questo box vengono mostrati le 10 pagine più viste dai visitatori attivi sul sito
6 – In questo box vengono mostrate le 10 keyword più utilizzate dai visitatori attivi per accedere al sito.
7 – In questo box viene mostrata in tempo reale la provenienza geografica dei visitatori attivi sul sito. I cerchi assumono colorazione diversa a seconda che i visitatori relativi a quella determinata città/paese siano in aumento o in diminuzione rispetto all’ultimo aggiornamento. Il grafico viene aggiornato ogni 10 secondi circa.

B) Locations: vengono dettagliate le informazioni relative alla provenienza geografica dei visitatori attivi. E’ disponibile tramite un plugin anche la visualizzazione denominata “Earth” che si basa su Google Earth (non particolarmente utile, ma di sicuro effetto).

C) Traffic Sources: vengono dettagliate le informazioni relative alle sorgenti di traffico dei visitatori attivi.

D) Content: vengono dettagliate le informazioni relative ai contenuti più visti dai visitatori attivi sul sito e i contenuti più visti negli ultimi 30 minuti.

C’è da fare una considerazione importante: al momento il report “Real-Time” non tiene conto dei filtri impostati sul profilo. Questo dipende dall’eccessivo tempo di elaborazione necessario per filtrare i dati, che ne impedirebbe l’accesso in “real-time”.

Sul blog ufficiale di Google Analytics, vengono proposti alcuni esempi di analisi rese possibili dalla disponibilità di dati in tempo reale. Anzitutto la possibilità di misurare l’impatto mediatico di un social network: con Real Time è possibile visualizzare gli accessi tramite fonte Social subito dopo aver pubblicato un post sul blog.
Ancora, Real Time può essere utilizzato sia per controllare la corretta taggatura di una campagna o, più in generale, effettuare dei test sul sito senza aspettare dalle 4 alle 12 ore per avere i dati.


Google Analytics: svolta sulla questione privacy in Germania

Nella giornata di Giovedì 15 Settembre è stato pubblicato un intervento a firma Per Meyerdierks (consulente legale di Google in Germania) che conferma la risoluzione delle questioni legate alla privacy nel paese teutonico in merito al tool di Web Analytics più diffuso al mondo.

Meyerdienks sostiene che sia stato trovato un accordo fra Google e le autorità tedesche che hanno portato ad “una serie di miglioramenti in Google Analytics”.

Queste le novità più significative:
* inserimento nella informativa sulla privacy della segnalazione che GA viene utilizzato sul sito web,

* implementazione di una mascheratura dell’indirizzo IP (Google Analytics non salva l’indirizzo IP completo degli utenti),

* possibilità di disabilitare la funzione di chiamata a Google Analytics utilizzando un componente aggiuntivo del browser.
Installando questo componente gli utenti scelgono di non inviare le informazioni al server di Google, rendendo la propria navigazione anonima. Questo compontente esiste da oltre un anno per Google Chrome, Firefox e Internet Explorer ed è ora anche disponibile per Safari e Opera.

* aggiornamento delle condizioni di utilizzo riguardo l’ordine dell’elaborazione dei dati, in coordinamento con le autorità tedesche.

Da oggi, dunque, anche in Germania Google Analytics è da considerarsi “legale”. Si scongiura, per ora, l’ipotesi per la quale anche altri paesi possano muovere qualche accusa sul metodo di raccolta dei dati da parte del colosso di Mountain View.


Twitter lancia Twitter Web Analytics

Twitter ha rilasciato un nuovo tool di web analytics per meglio tracciare il traffico generato verso i siti.

Il servizio sfrutta la tecnologia di Backtype, una società di analytics acquisita da Twitter lo scorso 5 luglio.

Backtype aveva creato un prodotto BackTweets per aiutare gli editori a comprendere il reach dei tweet e del contenuto, individuare chi veniva raggiunto dai Tweet e calcolare quanti Tweet convertivano in traffico, vendite e altri Kpi.

BackType aveva inoltre un prodotto chiamato Storm, uno strumento di data-processing denominato l’”Hadoop del realtime processing”. Storm era un sistema di processing dei flussi distribuito, affidabile e fault-tolerant.

Utilizzando Twitter Web Anaytics gratuitamente, le imprese potranno osservare come il contenuto del proprio sito viene distribuito sul network di Twitter e vedere quanto traffico Twitter è in grado di indirizzare.

Nel blog ufficiale di Twitter Christopher Golda, co-fondatore di BackType, dice che Twitter Analytics offre tre principali benefici:

1. La possibilità di comprendere quanto è stato condiviso sul network di Twitter il contenuto del proprio sito web;
2. Osservare la quantità di traffico che Twitter invia al sito;
3. Misurare l’efficacia dell’integrazione del Tweet Button.

Il servizio è già a disposizione di un piccolo gruppo pilota di partner dalla scorsa settimana e verrà esteso a tutti nelle prossime settimane. Twitter è inoltre impegnato a rilasciare la Twitter Web Analytics API per quegli sviluppatori interessati ad incorporarne i dati.




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