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Analytics – The Widening Divide

Il MIT Sloan Management Review insieme all’IBM Institute for Business Value hanno pubblicato la seconda edizione di uno studio che registra un crescente divario tra quelle imprese che vedono un valore nella business analytics e che si stanno trasformando per trarre vantaggio da queste nuove opportunità, e le organizzazioni che ancora non hanno accettato e compreso la disciplina.

La ricerca è il risultato di un’indagine svolta a livello globale su oltre 4.500 executive, manager e analisti e interviste svolte con esperti accademici ed esperti sul tema provenienti da settori e discipline varie.

Secondo i risultati dello studio, il 58% delle organizzazioni osservate oggi utilizza gli analytics per creare un vantaggio competitivo nei loro mercati o settori, un incremento rispetto al 37% dello scorso anno quando lo studio era stato effettuato nella sua prima edizione.

Nel 2010 i livelli progressivi di sofisticazione analitica identificati erano: Aspirational, Experienced e Transformed. Il confronto anno su anno di questi gruppi rivela che le organizzazioni appartenenti ai gruppi Experienced e Transformed stanno espandendo le loro competenze e al contempo innalzando le aspettative attese dall’analytics, mentre le organizzazioni appartenenti al gruppo Aspirational stanno rimanendo indietro. Questo crescente divario ha implicazioni importanti per quei business che sono alla ricerca delle migliori decisioni possibili basate su quel flusso di conoscenza che origina da un mondo interconnesso.

Analytics: The Widening Divide, individua tre competenze chiave che consentono alle organizzazioni di costruire il vantaggio competitivo utilizzando gli analytics.
Osservando la categoria di organizzazioni Transformed, quelle con gli utenti di analytics più sofisticati, sono state individuate queste tre competenze chiave: 1) il management dell’informazione; 2) skill e strumenti di analytics; 3) cultura orientata al dato. Il saper padroneggiare queste competenze consente alle organizzazioni di ottenere il massimo vantaggio dall’analitica.

Lo studio inoltre descrive i percorsi distinti che le organizzazioni intraprendono nell’ottenere una sofisticazione analitica e fornisce raccomandazioni per accelerare il percorso di trasformazione delle organizzazioni in questa direzione.

Google Analytics: Site Speed report

Annunciata in Google Analytics una nuova caratteristica della funzione Site Speed per il tempo di caricamento delle singole pagine.
Lo scorso 4 Maggio, il team di Google Analytics aveva annunciato un nuovo report dedicato alla velocità del sito: in pratica era possibile aggiungere una funzione al codice di tracciamento (definita _trackPageLoadTime) che consentiva di popolare un nuovo report in grado di indicare il tempo di caricamento delle singole pagine e quindi influenzare anche la qualità delle landing page delle campagne AdWords e il ranking nelle ricerche su Google. Questa funzione, va detto, considerava solo un campione (al massimo il 5%) delle pagine visualizzate per calcolare il tempo di caricamento e non era valida nel caso di URL riscritte (il caso in cui la funzione trackpageview viene popolata).
site speed report
Oggi, grazie ad una nuova funzione introdotta negli ultimi giorni, questi limiti sono stati quanto meno migliorati: la nuova funzione _setSiteSpeedSampleRate() è infatti in grado di garantire gli stessi valori della funzione precedente, senza dover rinunciare alle pagine virtuali. Inoltre popolando la funzione, è possibile definire la percentuale di campionamento (fino al 10%, anche se la funzione consente valori da 1 a 100) se vengono registrate fino a 10.000 pageviews al giorno. Se viene inviato un numero di hit superiore, non sarà possibile modificare il limite del campionamento, che rimarrà fissato all’1%.
Per chi già stesse utilizzando la funzione _trackpageloadtime, si aprono ora 2 interessanti scenari: mantenerla senza effettuare modifiche (il campionamento sarà impostato al 10%), oppure passare alla nuova funzione (eliminando la precedente perché le due funzioni non possono coesistere).



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