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Il Blog di Web Analytics di BitBang

comScore Acquires Nedstat

comScore, Inc. (NASDAQ: SCOR), ieri ha annunciato l’acquisto di Nedstat per un valore pari a circa 36,7 milioni di dollari. La cifra rappresenta un premio piuttosto contenuto e può essere definita un buon affare per comScore.
L’acquisizione di Nedstat aiuta comScore ad accelerare la sua espansione globale, in particolare sui mercati europei, e rafforza la piattaforma denominata Unified Digital Measurement™ (UDM), che sarà ora in grado di combinare le misurazioni dell’audience fondate su un panel di utenti con le misurazioni censuarie effettuate grazie alla raccolta dati di clickstream. In pratica le due fonti ben si complementano per offrire una visione olistica del comportamento del cliente sul canale digitale.

La visione che comScore sta tentando di perseguire è quella di rendere lo UDM lo standard di misurazione globale nel digitale, andando in qualche modo ad affiancarsi o persino a sostituirsi a Nielsen o ad altri attori in quelle situazioni in cui è opportuna una rivitalizzazione delle metodologie e pratiche di misurazione.

I complimenti a Michael Kinsbergen, CEO di Nedstat, per la costante passione e visione che lo hanno infine premiato.
In seguito all’acquisizione, Nedstat diventa una società al 100% controllata da comScore. Michael Kinsbergen resterà in sella in questa fase di transizione e entrerà a far parte dell’advisory board di comScore. Fred Appelman, CTO di Nedstat, e Michiel Berger, co-fondatore di Nedstat entreranno anch’essi a far parte di comScore.

IBM Reaches Agreement to Acquire Unica

Lo scorso 13 di agosto Unica ha firmato un accordo definitivo con IBM per essere acquisita.

L’acquisizione è soggetta all’approvazione degli enti regolatori e alle ordinarie pratiche finali, che si prevede vengano completate nei prossimi mesi.

Di fatto, l’operazione ha senso per entrambi gli attori. IBM spera di fare leva sulle risorse esistenti e sulle relazioni con la clientela di Unica per fornire servizi e applicazioni di CRM con una marcia in più. Unica viene valutata per multipli piuttosto alti. Le imprese hanno lavorato a stretto contatto in passato e quindi si conoscono bene.

Si conclude peraltro una marcia di avvicinamento e di offerte e controfferte iniziata da parte di IBM lo scorso autunno e che ha portato un discreto valore a Unica, acquisita infine per 480 milioni di dollari o 21$ per azione.

Con l’acquisizione di Coremetrics conclusasi lo scorso 2 agosto (per un valore non dichiarato) e l’intenzione espressa a maggio di acquisire Sterling Commerce (per 1,4 miliardi di dollari), IBM ha velocemente messo insieme un portafoglio di enterprise marketing management software (EMM) che si complementa a WebSphere.

La mossa di IBM dimostra l’importanza crescente della tecnologia di marketing come key driver per la crescita del business in tutti i settori. Secondo IBM, il mercato software di marketing management enterprise vale 2,5 miliardi di dollari e raddoppia il suo valore di anno in anno. Dimostra inoltre quanto IBM stia prendendo in considerazione il marketing per sostenere la propria crescita.

Secondo la press release, obiettivo di IBM è aiutare le imprese ad automatizzare, gestire e accelerare i processi di business chiave di marketing, demand generation, vendita, order processing e fulfillment. L’integrazione tra Coremetrics, Sterling Commerce e Unica mira a questo.

Lato Unica, l’accettazione non sorprende più di tanto. Da un lato il premio rispetto al fatturato di circa un 300%, dall’altro una certa necessità di sopravvivenza. Rimasta l’unica grande impresa indipendente nel Campaign Management, rappresentava una facile opzione. La vendita è motivata anche dagli sforzi nello svilluppo di prodotto oggi necessari per competere con SAS, Teradata e Siebel/Oracle.

L’acquisizione potrebbe anche avere un effetto domino e difficile è dire quali saranno i prossimi fatti interessanti.

Se la trattativa verrà approvata, i 500 impiegati di Unica entreranno a far parte del Software Solutions Group di IBM.

Adobe SiteCatalyst & Adobe Online Marketing Suite + Josh James abbandona

Neanche una settimana dal rilascio della versione 14.8 di Omniture SiteCatalyst – oggi Adobe SiteCatalyst powered by Omniture – e dal re-brand della suite che sarà da ora in poi denominata Adobe Online Marketing Suite, che si apprende la notizia delle dimissioni di Josh James, l’ex CEO di Omniture ora a capo della Business Unit Omniture con effetto a partire dalla fine di questo mese. Brad Rencher sostituirà James nel ruolo di vice president e general manager della Omniture unit.

Venendo alla nuova release, tra le funzionalità di rilievo in SiteCatalyst 14.8:

  • Classification Email Update: a partire dal 30 Agosto, la segnalazione del completamento del processo di classificazione verrà inviata solamente quando questa sia effettivamente propagata a tutti i dati e disponibile nei report.
  • AppMeasurement: Sono state apportate modifiche e correzioni ai codici di tracciamento delle applicazioni, disponibili nell’Admin Console Code Manager.
  • Marketing Channel Reports: Marketing Channel fornisce una panoramica globale dei canali di traffico proponendo entrambe le logiche first-touch e last-touch e rendendo disponibili le metriche standard di SiteCatalyst, come Revenue, Orders e Cost.
    Tramite il Marketing Channel Report è possibile sapere quali risultati genera ogni canale. Ulteriori dettagli relativi ai singoli canali sono disponibili su nuovi report aggiuntivi. I dati del Channel Manager sono disponibili nelle dashboard, nelle APIs, nel ReportBuilder, nel Data Warehouse e nel Data Extract. Le regole che gestiscono il Channel Manager sono configurabili in Admin Console senza dover apportare alcuna modifica esterna all’implementazione.
  • Social Referrer Type: se il referring domain è presente nella lista dei Social Network di Adobe (come facebook.com, linkedin.com, ecc., comprese le specifiche regionali dei siti, come mixi.jp e vkontakte.ru), il referring domain è identificato nel Referrer Type report come Social Referrer. Per visualizzare in dettaglio questi dati, basta accedere al Referrer Type report e incrociare la voce “Social” con il Referring Domain. Ogni aggiornamento della lista dei Social Network verrà comunicato nelle maintenance release notes.
    Si noti che ogni referring domain può rientrare in un solo referrer type. Se un referrer rientra nei Search Engine (cioè corrisponde al dominio e contiene le keyword nell’URL), nei report di SiteCatalyst sarà considerato un Search Engine referrer type piuttosto che un Social Referrer, anche se poteva essere considerato altresì come Social Referrer.
  • Data Extracts Day-of-Week Reporting: è ora possibile specificare nel calendario di SiteCatalyst per il Data Extract quali giorni della settimana selezionare (ad es. tutti i lunedì e i martedì).
  • ReportBuilder 4: La versione 14.8 introduce ReportBuilder 4.0 con il redesign dell’interfaccia che include tutte le funzionalità chiave precedentemente disponibili solo in ExcelClient. RB 4.0 supporta tutti i report di ExcelClient, le metriche e i layout dei fogli di lavoro, inclusi i breakdown nelle singole richieste di dati. RB 4.0 introduce i layout pivot-style, miglioramenti alla selezione dell’intervallo temporale, miglioramenti ai filtri, la possibilità di importare fogli di lavoro di ExcelClient con conversione completamente automatica nel formato di ReportBuilder.
  • Miglioramenti alle dashboard: SiteCatalyst 14.8 apporta miglioramenti alla personalizzazione delle dashboard per soddisfare le esigenze di business e permette l’inclusione di dati esterni nelle dashboard. È possibile modificare il calendario globale della dashboard per aggiornare contemporaneamente tutti i report. È possibile inoltre personalizzare la dashboard inserendo il logo dell’azienda e includere HTML, XML, Web API, dati CSV all’interno di report personalizzati.
  • SAINT – Numeric 2 Classifications: Numeric 2 Classifications fornisce la possibilità di importare metriche personalizzate e flessibili nei report utilizzando SAINT.
  • Miglioramenti dei permessi di download di Reports ed estrazione dati: è ora possibile sfruttare un secondo livello di controllo all’accesso degli utenti, in aggiunta all’ID e alla password, prima che effettuino il download di report e l’estrazione di dati da SiteCatalyst.
  • Integrazione di CS5 con OSMF e Video Tracking: il tracciamento dei video è ora integrato nel nuovo Open Source Media Framework (OSMF) video player. Il tracciamento dei video è attivabile tramite un file XML pubblicato sul proprio server. È possibile modificare la configurazione per la misurazione dei video senza che sia necessario cambiare il codice implementato sulle pagine.
  • Miglioramenti a Insight Data Feed: i miglioramenti all’Insight Data Feed includono l’ottimizzazione della compressione e la possibilità di configurare le colonne e i dati all’interno dei feed file.
  • Miglioramenti in fase di data collection: i miglioramenti apportati includono il supporto per Silverlight Analytics Framework, JS-Managed first-party cookie per le applicazioni .NET e il tracking SDK.

Semantic Web

Il linguaggio base di ogni pagina web è l’HTML, per ottenere effetti grafici e contenuti dinamici, si sono sviluppati nel tempo moltissimi altri linguaggi come Javascript, Flash ecc… ma non ci si è fermati solamente a questo, esiste anche un’altra categoria di linguaggi che è possibile integrare in un contesto web, cioè i linguaggi semantici.

La semantica ha il compito di descrivere la realtà; nel contesto di una pagina web grazie a questi linguaggi è possibile inserire nuove informazioni semantiche, sotto forma di metadati.

Ma qual è l’utilità nell’aggiungere metadati?

Una pagina html per un calcolatore è solamente un elenco di parole, quindi per effettuare una ricerca l’unico metodo possibile è cercare letteralmente una stringa.

Avendo a disposizione invece metadati aggiuntivi le ricerche possono seguire una certa logica, come farebbe la mente umana che ispeziona un documento, questo rende i documenti “machine-readable”.

Grazie ai metadati semantici, nasce il concetto di “risorsa”, si tratta di qualunque entità identificabile in un documento. Può essere una persona, un gruppo di persone, un documento, una pagina web, un libro, una e¬mail, ecc.

Le risorse identificabili univocamente sul web hanno idealmente un URI univoco associato, in modo da mantenere il collegamento tra pagine web che trattano lo stesso argomento.

Il passo logico successivo all’identificazione delle risorse è creare collegamenti tra loro, creando relazioni.

Ma quali sono realmente i linguaggi che si possono utilizzare in una pagina web?

I linguaggi su cui si basa il Semantic Web sono RDF e OWL, sono nati però linguaggi più leggeri e semplici che è possibile integrare direttamente nelle pagine HTML o XHTML:

  • RDFa
  • Microformats

Questi due linguaggi forniscono un insieme di attributi XHTML per rappresentare in formato machine-readable dei dati human-readable come le pagine web, senza che sia necessario riscrivere e creare nuovi contenuti, ma semplicemente aggiungendo informazioni a quelli già esistenti.

RDFa introduce dei nuovi attributi XHTML che accettano valori appartenenti ad un vocabolario specifico.
Il vocabolario di riferimento (Dublin Core, FOAF, etc..) viene importato specificando una XML Namespace declaration che associa il prefisso alla URIref, ad esempio per il prefisso dc:

xmlns:dc=”http://purl.org/dc/elements/1.1/”

In questo modo è possibile utilizzare gli elementi raccolti nel vocabolario (ad esempio dc:title) come valori per gli attributi XHTML di RDFa.

Le informazioni aggiuntive inserite agli elementi della pagina XHTML tramite RDFa, costruiscono delle relazioni tra gli elementi stessi e sono rappresentabili tramite grafi basati sulle triple RDF soggetto-predicato-oggetto, questo fatto chiarisce che RDFa non è altro che un’applicazione dell’idea di RDF applicata alle pagine XHTML.

I microformats seguono lo stesso principio, ma invece che utilizzare nuovi attributi negli elementi XHTML, utilizzano l’attributo “class” già esistente.

I Microformats a disposizione sono:

  • vcard (identifica l’inizio di una hCard, è l’elemento root)
  • fn (formatted name)
  • n
  • nickname, sort-string
  • url, email, tel
  • adr, label
  • geo (latitude, longitude), tz
  • photo, logo, sound, bday
  • title, role, org
  • category, note
  • class, key, mailer, uid, rev

Come si è visto, i mezzi per aggiungere contenuto semantico non mancano, è ora utile capire quanto questi linguaggi siano utilizzati e supportati.

Un passo importante in questa direzione è stato fatto da Google nella prima metà del 2009 dichiarando di supportare entrambi i formati.

Verso questa direzione ci sono tanti progetti di rilievo, come Linked Data. Lo scopo di questo progetto è quello di creare un immenso vocabolario semantico che contiene tutti i dati di Wikipedia.

Insoddisfazione con metriche e analytics

Uno studio effettuato da Omniture suggerisce che gli addetti al marketing hanno dei dubbi in merito al valore dell’investimento in web analytics.

Niente di straordinariamente nuovo, ma poche settimane fa eMarketer ha pubblicato i risultati del questionario che ha esplorato il tema del perchè gli addetti al marketing non misurano o non sono in grado di misurare. Sebbene l’Omniture 2010 Online Analytics Survey sia limitato alla web analytics, le risposte raccolte si possono forse applicare anche ad altri tipi di misurazione.

I risultati hanno evidenziato che non si è in grado di misurare l’efficacia del marketing lungo il percorso di acquisto del cliente.
Alla domanda quale metrica fosse capace di trasferire il più elevato grado di actionable insight, le risposte hanno valorizzato l’importanza dei costi di marketing, gli ordini, il valore medio dell’ordine e il tasso di conversione. Risulta però più elevata la capacità di misurare visite, pagine viste, pagine viste per visita e click-throughs.

Lo stesso problema di misurazione si presenta nei canali mobile, social e video: soltanto il 30% è in grado di misurare le conversioni da applicazioni mobili o post-video, il 41% riesce a misurare le conversioni di social marketing. In generale, l’80% ha dichiarato che è importante misurare il ROI delle attività online, ma soltanto il 31% dei partecipanti ha dichiarato di essere effettivamente in grado di farlo.

eMarketer riporta come sfida o problema principale la mancanza di competenze e la mancanza di tempo, citati dal 58,4% dei rispondenti.
Non si ha a disposizione personale dedicato con l’esperienza necessaria per ottenere il massimo delle informazioni dai dati disponibili e il budget è il motivo principale per cui mancano i talenti a disposizione.

La seconda e la terza criticità/difficoltà in ordine di importanza sono l’”actionability” (47.3%) e il “finding insights” (41.5%), che insieme suggeriscono dubbi sulla possibilità che la web analytics possa portare un reale valore. Ciò può indicare un bisogno di istruzione e insegnamento, ma forse un insegnamento più orientato alla fondamentale utilità della misurazione piuttosto che un istruzione riferita a tecniche specifiche.

Mikel Chertudi, senior director of global media and demand marketing in Omniture-Adobe, ha dichiarato che molti dei rispondenti al questionario non sembrano avere a disposizione un membro dello staff dedito a tempo pieno alla web analytics. Circa il 60% dei partecipanti dedica meno di 20 ore alla settimana in online analytics.

Il questionario di Omniture conferma che i responsabili marketing non investiranno in analytics fino a quando non saranno convinti del fatto che questo è l’utilizzo migliore per le loro risorse limitate.

Google Website Optimizer (GWO) – Tip&Tricks

Con l’incalzare della crisi economica e le ripercussioni che essa ha avuto sui posti di lavoro ed in generale sull’economia, sempre più persone stanno provando a basare il loro design e sviluppo Web sulle proprie ipotesi ed assunzioni. Probabilmente alcuni soggetti riusciranno a raggiungere risultati notevoli, ma la maggior parte di essi darà origine a siti davvero poco apprezzabili.

A cosa è dovuto questo? Come mai alcuni siti raggiungono livelli di performance migliori di altri? Leggi il resto dell’ articolo ….

Quante teste ha un’Idra? Come tracciare i visitatori unici nella Web Analytics 2.0

Il paradiso dell’Analytics
Nel mondo ideale, gli strumenti di web analytics sono in grado di tracciare i visitatori unici senza incappare in dubbi relativi all’accuratezza dei dati. In questo mondo, ogni cliente ha un sito con un dominio unico (www.sitodelcliente.com) e il tool di tracciamento si basa su cookie di prime parti, in questo modo è possibile superare le impostazioni di sicurezza impostate nel browser. In questo scenario, i cookie utilizzati per tracciare i visitatori unici vengono scritti dallo stesso dominio che viene tracciato (con Omniture SiteCatalyst, il tracciamento con cookie di prime parti deve essere abilitato; Google Analytics e WebTrends utilizzano di default cookie di prime parti, e questo risulta essere un grande punto di forza per questi due strumenti). In questo mondo ideale, gli unici elementi che possono influenzare / inflazionare il conteggio dei visitatori unici sono la cancellazione dei cookie (dall’utente o da strumenti di cleaning) e l’utilizzo di diversi browser, diversi pc o diversi dispositivi da parte dello stesso visitatore. Ovviamente, assumiamo che in questo mondo nessuno disabiliti cookie e Javascript!
Leggi il resto dell’ articolo ….

How many heads does a hydra have? How to track unique visitors in Web 2.0 Analytics

Paradise Analytics
In the ideal world, web analytics tools are able to track unique visitors without occurring in data accuracy doubts. In this world, every customer has one site with a unique domain (www.customersite.com) and the tracking tool is based on first party cookies, so that it can bypass the browsers’ security settings. In this scenario, the cookies used to track the unique visitors are written from the same domain that is tracked (with Omniture SiteCatalyst, first party cookies tracking must be enabled; Google Analytics and WebTrends use by default first party cookies and that’s a great point of advantage of these tools). In this ideal world, the only elements that could affect / inflate the counting of unique visitors are the cookies deletion (by the users or by cleaning tools) and the usage of different browsers, different PCs or different devices by the same visitor. Of course, I’m assuming that in this world nobody disables cookies and Javascript!
Leggi il resto dell’ articolo ….

The Google Analytics Ecosystem – News

Si celebra in questi giorni l’anniversario dell’acquisizione di Urchin da parte di Google. Una storia iniziata 5 anni fa che ha poi portato a quello che oggi è lo strumento più diffuso per la misurazione dei dati web, Google Analytics.

In occasione di questo quinto anniversario, sono arrivate alcune novità intorno all’ecosistema di Google Analytics.

Prima cosa, è uscito dalla beta il nuovo snippet asincrono già reso disponibile dallo scorso dicembre. A breve sarà il tag di default per i nuovi profili. Per upgradare i profili esistenti al nuovo tag si può andare a questa pagina per osservare alcuni esempi di migrazione alla nuova sintassi.

Perchè è importante l’aggiornamento? Intanto il codice si carica più velocemente grazie al fatto che il nuovo snippet permette al browser di eseguire il rendering della pagina mentre il .js si esegue in background, inoltre aumenta l’accuratezza dei dati raccolti e tutto questo si trasforma in un maggiore numero di visite registrate. Ancora, si eliminano gli errori di tracciamento subordinati al non completo caricamento del Javascript.

Per quanto riguarda Google Adwords, saranno resi disponibili alcuni nuovi report in Google Analytics, che permetteranno di aumentare ancora le informazioni provenienti dal proprio account: il traffico AdWords potrà ora essere analizzato sulle 10 dimensioni campaign, ad group, keyword, ad content, ad distribution network, match type, matched search query, placement domain, placement url, ad format e targeting type.

Sono anche stati aggiunti tre nuovi report

1) Day Parts Report: permette di osservare le performance del messaggio promozionale per giorno della settimana e ora del giorno;
2) Destination URLs Report: permette di osservare le performance associate a ciascuna URL di destinazione. I risultati possono essere poi dettagliati su una seconda dimensione a livello di Campaign, Ad Group o Keyword.
3) Placements Report: il Placement Performance Report in AdWords mostra la performance degli annunci pubblicitari sul Google Content Network. In Google Analytics, è possibile osservare i risultati post-click delle campagne. In pratica si può utilizzare il Placements Report per capire quali sono i siti migliori su cui investire per il proprio annuncio promozionale.

Per prendere visione di questi nuovi report si può dare un’occhiata al video seguente:

http://www.youtube.com/watch?v=Hip0_I2K2z8

In tema di integrazione Google AdWords/Google Analytics, si possono ora recuperare le informazioni di Google AdWords utilizzando le API di Google Analytics. Per capire meglio come utilizzare in combinazione i dati esportati via API da Google Analytics e da Google Adwords si può fare riferimento a questo articolo.
L’estrazione da Google AdWords e da Google Analytics permette di gestire la combinazione delle due fonti dati in un’applicazione ad hoc dove possono consolidarsi le informazioni.
Nello specifico, sono state rilasciate 5 nuove dimensioni nelle API di Google Analytics che si correlano agli identificativi API di AdWords:
ga:adwordsCustomerID
ga:adwordsCampaignID
ga:adwordsAdGroupID
ga:adwordsCriteriaID
ga:adwordsCreativeID

L’ecosistema di Google Analytics si estende alle applicazioni per GA che vengono proposte dai diversi sviluppatori. Alla pagina Google Analytics Application Gallery si può trovare un’ampia varietà di applicazioni per Google Analytics.
Infine, il network di partner certificati, conosciuti come Google Analytics Authorized Consultants viene denominato ora Google Analytics Certified Partners.

Mobile Web Analytics

La crescita esponenziale della navigazione web tramite dispositivi mobile e la rapida evoluzione dei device sta spingendo tutti i grandi vendors di soluzioni di web anlytics (Omniture, WebTrends, Coremetrics, Google, Yahoo, Nedstat) ad attrezzarsi per il tracciamento della navigazione tramite dispositivi mobili. La sfida comune è l’accuratezza dei dati prodotti e l’introduzione di metriche specifiche, che rilevino la grande varietà di dati tecnici necessari ad un’approfondita conoscenza del traffico mobile.
I metodi di tracciamento tradizionali hanno il loro punto debole nell’individuazione dei Visitatori Unici, normalmente riconosciuti attraverso la combinazione di cookie, IP e User Agent, che mal si adatta alla connessione tramite smartphone. Inoltre agli strumenti di Web Analytics standard mancano speso gli algoritmi e metriche idonee per analizzare gli utenti Mobile catturandone le caratteristiche specifiche (modello, marca, risoluzione dello schermo): quella che si ottiene è così un’analisi ancora impostata sul modello di navigazione standard ma più limitata e meno accurata. Per approfondire gli aspetti tecnici e le prospettive future legate alla Mobile Web Analytics leggi l’articolo completo su WebAnalytics.it.

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