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il Blog della Web Analytics in Italia

Twitter lancia Twitter Web Analytics

Twitter ha rilasciato un nuovo tool di web analytics per meglio tracciare il traffico generato verso i siti.

Il servizio sfrutta la tecnologia di Backtype, una società di analytics acquisita da Twitter lo scorso 5 luglio.

Backtype aveva creato un prodotto BackTweets per aiutare gli editori a comprendere il reach dei tweet e del contenuto, individuare chi veniva raggiunto dai Tweet e calcolare quanti Tweet convertivano in traffico, vendite e altri Kpi.

BackType aveva inoltre un prodotto chiamato Storm, uno strumento di data-processing denominato l’”Hadoop del realtime processing”. Storm era un sistema di processing dei flussi distribuito, affidabile e fault-tolerant.

Utilizzando Twitter Web Anaytics gratuitamente, le imprese potranno osservare come il contenuto del proprio sito viene distribuito sul network di Twitter e vedere quanto traffico Twitter è in grado di indirizzare.

Nel blog ufficiale di Twitter Christopher Golda, co-fondatore di BackType, dice che Twitter Analytics offre tre principali benefici:

1. La possibilità di comprendere quanto è stato condiviso sul network di Twitter il contenuto del proprio sito web;
2. Osservare la quantità di traffico che Twitter invia al sito;
3. Misurare l’efficacia dell’integrazione del Tweet Button.

Il servizio è già a disposizione di un piccolo gruppo pilota di partner dalla scorsa settimana e verrà esteso a tutti nelle prossime settimane. Twitter è inoltre impegnato a rilasciare la Twitter Web Analytics API per quegli sviluppatori interessati ad incorporarne i dati.


Webtrends Acquires Reinvigorate

Nei giorni scorsi Webtrends ha acquisito da Media Temple Ventures, la tecnologia di real-time analytics Reinvigorate .

Tra le funzionalità che entrano in portafoglio a Webtrends:

Un’offerta Stand Alone di Real-Time Analytics: secondo quanto dichiarato, Webtrends continuerà a proporre la soluzione come prodotto stand-alone e continuerà a supportare i clienti esistenti di Reinvigorate.

•Funzionalità addizionali di Real-Time per i prodotti Webtrends in essere: in futuro, Reinvigorate rivestirà un ruolo di primo piano sui prodotti attuali di analytics secondo tre linee di intervento:

1) tempo reale per i dati web, mobile e social.
2) ottimizzazione del sito grazie a dati di comportamento del visitatore in tempo reale.
3) dati di response in tempo reale per l’analitica delle campagne e il social marketing.

•Una tecnologia di Data Visualization che include heat map, link maps, percorsi del visitatore, ecc.

Una nuova architettura per il prodotto di Analytics fondata su tecnologie open-source per una scalabilità più efficiente.

L’acquisizione può servire da stimolo anche per accelerare lo sviluppo di componenti architetturali aggiuntivi chiave nella piattaforma di Webtrends.

Per ulteriori approfondimenti
http://www.webtrends.com/AboutWebtrends/NewsRoom/NewsRoomArchive/2011/WebtrendsAcquiresReinvigorateCombinesBigDataScalabilityWithReal-TimeAnalytics


Google Analytics: new ga.js e nuovo calcolo delle visite

Continuano le novità in Google Analytics: dopo il rilascio dei nuovi report Mobile e Social, lo scorso 11 Agosto il team di sviluppo ha rilasciato la versione 5.1.4 del ga.js.

Contrariamente ad altri aggiornamenti, quello relativo alla versione 5.1.4 è decisamente importante e comporta un grande cambiamento per quanto riguarda l’attribuzione delle fonti di traffico e delle visite:

- Una campagna per sessione: pur mantenendo valida le regola dei 30 minuti di inattività, ogni volta che cambia la fonte di traffico viene conteggiata una nuova visita/sessione. Viene considerato un cambiamento della fonte di traffico una qualsiasi modifica dei parametri di campagna (i vari utm, anche quelli impostati automaticamente) e del gclid di AdWords.

Si veda l’esempio dello schema seguente:

- Chiusura del browser: contrariamente a quanto accadeva in precedenza se l’utente visita il sito, chiude il browser e (entro 30 minuti) riapre il browser accedendo nuovamente al sito, verrà conteggiata una sola visita.

E’ un cambiamento importante che tende a valorizzare le informazioni contenute nel report Multi Channel Funnels ma l’impatto di queste modifiche sui valori e sui trend delle principali metriche correlate alle visite e alle fonti di traffico non è marginale e varia da sito a sito.

Da sottolineare anche la novità che riguarda il tracciamento cross-domain: la chiamata alla funzione _setAllowHash(false) non è più necessaria. La funzione è deprecata ma le pagine che al momento includono la chiamata continueranno a venire tracciate come in precedenza.


Problemi di privacy per KISSmetrics

Il rispetto della privacy è una spada di Damocle che continua a pendere sulla testa degli strumenti di web analytics e sulle metodologie di tracciamento.
Ci sono diverse norme che regolano il tracciamento del traffico web, ma la linea immaginaria che separa il legale dall’illegale non sempre è ben definita.

Esistono strumenti come Clicky, che permettono di risalire agli indirizzi IP dei visitatori in tempo reale, ma come abbiamo visto qualche mese fa, anche il più “innocuo” Google Analytics ha avuto grossi problemi legati alla privacy in Germania.

In ordine di tempo, ma non di importanza, l’ultimo misfatto è quello che sta interessando in questi giorni KISSmetrics.

Una recente ricerca condotta dall’Università di Berkeley ha infatti dimostrato che KISSmetrics ha cercato di aggirare le consuete tecniche adottate dagli utenti per evitare di essere tracciati: cancellazione dei cookie e navigazione anonima.
Fra le principali aziende che utilizza(va)no KISSmetrics come strumento di Web Analytics i ricercatori hanno evidenziato l’utilizzo di “flash cookies/ETag cookies” sui siti di Hulu e Spotify. Entrambe le aziende, appena venute a conoscenza della notizia, hanno interrotto i rapporti con la startup di San Francisco.

L’immagine, come indicato in un post di Wired, mostra chiaramente che su siti diversi (che utilizzavano il codice di tracciamento KISSmetrics) veniva assegnato lo stesso identificativo, aprendo così ipotetici scenari di compravendita di dati.

KISSmetrics ha cercato di rimediare il prima possibile postando su Twitter un link con le spiegazioni tecniche del tracciamento e un link a strumenti che a quanto pare sarebbero in grado di cancellare anche i cookie utilizzati da KISSmetrics.


Google Analytics: Tracciamento del Social Sharing

Negli ultimi mesi siti e blog stanno subendo quella che si potrebbe chiamare “l’invasione dei bottoni”. Fra servizi di sharing come AddThis, Like di Facebook, condivisione su Twitter e i più recenti +1 di casa Google, l’utenza ha la possibilità di mostrare il proprio apprezzamento in svariati modi.

Lato analytics è sicuramente interessante riuscire ad avere metriche e valori in grado di fornire una visione dettagliata del comportamento degli utenti in relazione ai bottoni di apprezzamento/condivisione.

Google Analytics da oggi mette a disposizione un nuovo report completamente dedicato all’analisi di queste attività social.

Si tratta di un report chiamato semplicemente “Social” (si trova all’interno della sezione Visitors) che si compone di tre sottoreport:
- Engagement: distingue le visite “Socially Engaged” (cioè quelle che hanno generato un click su un bottone social) da quelle “Not Socially Engaged”.

- Action: definisce la fonte e l’azione sociale. Si compone di due metriche: “Social Source and Action” (es. Google +1) e “Social Source” (es.Google).

- Pages: fornisce le URL in cui l’utente ha cliccato su un pulsante social. Tramite una tabella pivot è possibile combinare le informazioni con le metriche del report Action.

Lato implementazione, l’integrazione con Google +1 è automatica mentre per quanto riguarda Facebook e Twitter è necessario inserire del codice aggiuntivo:

_gaq.push(['_trackSocial', network, socialAction, opt_target, opt_pagePath]);

Si tratta di una funzione (_trackSocial()) formata da due parametri obbligatori e da due parametri opzionali:

- network (obbligatorio): va popolato con il nome del social network (es. facebook)
- socialAction (obbligatorio): è l’azione relativa al bottone (es. like, tweet, ecc..)
- opt_target (opzionale): rappresenta la URL della pagina. Va inserito se si vuole passare un’informazione differente da quella passata di default da document.location.href
– opt_pagePath (opzionale): rappresenta il path (la URL senza il dominio). Va inserito se si vuole passare un’informazione differente da quella passata di default da location.pathname+location.search. Ad esempio se si utilizzano le pagine virtuali.

Consigliamo di seguire la documentazione dettagliata sull’implementazione del tracciamento dei bottoni social fornita da Google.


Google Analytics – New Mobile Reporting

Nel continuo impegno teso a migliorare le funzionalità di reporting di Google Analytics sul mobile, Google ha rilasciato nuovi report mobile in GA versione 5.

Il mobile ottiene una sua sezione dedicata nel menu di navigazione all’interno della sezione Visitors. Le dimensioni messe a disposizione nei report diventano ora:

• Mobile Device Info: il nome del device con a fianco una piccola icona che visualizza le immagini del device una volta cliccata;
• Mobile Device Branding: il produttore del device, è possibile effettuare il drill down e osservare i device presenti in ciascun segmento d’impresa;
• Service Provider: come in passato;
• Mobile Input Selector: mostra il metodo di input primario del device in questione, può essere touch screen, un clickwheel (Blackberry), un joystick, un pennino;
• Operating System: come in passato;
• Screen Resolution: come in passato, ma adesso incluso all’interno del menu “other” di segmentazione avanzata.

Non vi è al momento una data pianificata in cui le nuove dimensioni saranno messe a disposizione via API, né è ancora dato di sapere quando la selezione delle dimensioni sarà presente all’interno dei Segmenti Avanzati o dei Custom Report. Non è dato di sapere al momento se queste dimensioni saranno disponibili quando si fa uso dell’SDK per il tracciamento delle app.

Questo rilascio rappresenta un primo passo di una roadmap di sviluppi pianificati sul mobile measurement per il 2011.


Google Acquires PostRank

Google ha acquisito nei giorni scorsi PostRank, software company canadese fondata nel 2007 che offre prodotti di analytics per misurare lo user engagement in merito a topic, autori, brand e contenuti sui diversi siti.

I prodotti di intelligence di PostRank – PostRank Analytics e PostRank Connect – sono progettati per monitorare e aggregare i dati social media rilevanti per gli editori e gli inserzionisti: analisi dell’audience e delle performance del contenuto, analisi degli opinion leader che possono avere un impatto significativo sul brand. L’attività dell’utente diviene l’indicatore più accurato per misurare la rilevanza e l’influenza di un sito, di un contenuto di qualunque natura o di un autore.

In pratica PostRank è un sistema di scoring basato sul concetto di Social Engagement che in tempo reale classifica il contenuto online (RSS feed, post su blog, articoli, news, ecc.).
Con il termine Engagement ci si riferisce a quanto le persone trovano interessante o rilevante un articolo o un contenuto pubblicato. L’attenzione o l’interesse verso il contenuto pubblicato determinano un’azione conseguente, un evento, che rende l’engagement misurabile, e che PostRank definisce Engagement Event.

“Event” indica una singola occorrenza significativa. Gli Engagement Event sono attività svolte da ogni singolo individuo attraverso l’utilizzo di social network, siti o applicazioni specifiche. Ad esempio un tweet è un Engagement Event, lo stesso dicasi per il post di un commento o un’attività di social bookmarking. PostRank è in grado di tracciare gli Engagement Event che avvengono su diversi Social Network:

Gli Engagement Event sono attività social che ruotano attorno alle persone che condividono il contenuto da noi creato. Ma, come avviene per le interazioni tra le persone, non tutti gli Engagement Event hanno la medesima importanza. Per questo motivo PostRank ha sviluppato un sistema per analizzare e attribuire un punteggio agli eventi.

Gli Engagement Point sono valori numerici assegnati ad ogni Engagement Event. Quanto più impegnativo e coinvolgente risulta un evento, tanto maggiore sarà il punteggio ad esso assegnato. Ad esempio postare un commento su di un blog vale 10 punti, mentre al click su di una pagina, evento meno significativo, viene assegnato un punteggio pari a 1.

L’Engagement Score è invece il numero totale di Engagement Point guadagnati da un singolo contenuto. Nel caso di un blog post, il numero di punti assegnati per ciascun trackback, commento, tweet, bookmark o voto viene sommato e la somma che ne deriva rappresenta l’Engagement Score per quel post.

Qualche report per dare un senso più ampio.

La sezione Overview mostra l’Engagement dei post più recenti e offre una lettura delle pagine viste e degli engagement score riferiti al giorno precedente. E’ possibile osservare i trend di Engagement degli ultimi tre mesi e verificare picchi, eventi recenti e attività. Sotto al grafico è anche possibile osservare l’attività più recente prodotta dai diversi social network e osservare nell’Activity Stream un’istantanea di fan, azioni e centri nei quali il contenuto ha ottenuto maggiore attenzione.

Il report Your Tracked Pages mostra gli Engagement Event a livello di singola pagina o contenuto.

Con la funzionalità Optimize si può scegliere tra i 10 social media diversi con cui si interagisce e osservare nello specifico la demografica degli utenti associati a ciascuno di essi, oltre a controllare i top influencer.

Il Daily Engagement Report è il report che giornalmente viene inviato nella propria casella di posta con il riassunto degli andamenti di eventi, punteggi e attività social registrata nelle 24 ore precedenti. Le informazioni più rilevanti in merito alla performance del proprio contenuto sono confrontate con il giorno precedente per evidenziare miglioramenti e peggioramenti.

Tornando alla notizia, i termini dell’accordo di acquisizione non sono stati resi noti. Per un’impresa come Google, che genera la maggior parte del proprio giro di affari dall’advertising, l’offerta di strumenti analitici ai propri clienti è di fatto essenziale. Nel caso in questione, vista la crescente popolarità dei social media, molte delle conversazioni rilevanti avvengono in siti quali Twitter e Facebook o nei commenti ai blog e nei forum.

E’ possibile che la tecnologia di PostRank venga nel tempo utilizzata per estendere le funzionalità di Google Analytics e questo potrebbe essere senz’altro interessante. Se è vero che Google Analytics è incredibilmente utile per l’analisi dei pattern di traffico, è anche vero che è in grado di fornire una visione parziale del comportamento dell’utente. Quando ad esempio un visitatore giunge su questo blog, quanto tempo spende nel leggere un post? I lettori lasciano commenti o condividono link su Facebook o su Twitter? Scrivono qualcosa per poi linkare al contenuto originale? Le risposte a queste domande consentono di comprendere meglio la comunità che ruota intorno a noi e che stiamo cercando di coinvolgere.

Queste informazioni, importanti tanto quanto – se non forse più ancora – delle statistiche di traffico, riescono a tradurre in un dato quantitativo la qualità dell’Engagement ottenuto da un sito. L’Engagement – comunque lo si decida di calcolare – è una metrica chiave per la crescita della propria audience e per alimentare un senso di comunità attorno ai propri contenuti online.


Multi Channel Funnels in Google Analytics

I Multi-channel funnel rappresentano una novità importante nella reportistica disponibile su Google Analytics. Per rispondere alla necessità di Attribution sulle campagne, non ci sarà più solo il concetto di last cookie win ma si avrà la possibilità di analizzare e visualizzare l’impatto delle diverse fonti di traffico sulla transazione e sulla visita.
Le analisi di marketing diventeranno quindi più sofisticate perché sarà possibile attribuire il singolo contributo ad ogni fonte che influisce sulla conversione.
Questa funzionalità è stata rilasciata il 12 Aprile in una versione pilota e successivamente verrà messa a disposizione di tutti gli account, dopo avere superato un idoneo periodo di test live.

I Multi-Channel funnel permettono di individuare:

  • quali canali di marketing hanno avuto effetto, negli ultimi 30 giorni, sul visitatore portandolo all’acquisto
  • quali di questi canali portano ad iniziare il processo di acquisto, quali si comportano da assist e quali risultano poi determinanti nella fase finale
  • quali sono le combinazioni di fonti di traffico più diffuse e quali quelle più performanti
  • Quello che avviene subito prima della conversione è importante, ma non lo è meno ciò che avviene lungo tutto il percorso che porta il cliente a convertire. Ipotizziamo di avere un percorso di navigazione che porta ad una conversione dopo una visita diretta, ma preceduta da altre visite al sito, che hanno come origine una ricerca organica, una a pagamento o un link da una fonte social. I Multi Channel Funnel ci consentono di tenere traccia del percorso di provenienza complessivo dell’utente/cliente.

    I multi Channel Funnel consistono in un set di cinque report che forniscono un importante aiuto nell’intraprendere decisioni sugli investimenti.

    L’overview (la panoramica) consente di riassumere le conversioni totali e le conversioni indirette (cioè quelle che hanno richiesto più di una visita al sito prima della conversione).

    Il grafico relativo al Cross-Channel Mix mostra le quote percentuali della distribuzione sul totale delle conversioni. Ciò consente di confrontare velocemente l’efficacia dei diversi canali.

    Il report relativo ai percorsi più frequenti (Top Paths) consente di osservare quali sono stati i percorsi di conversione più utilizzati. E’ così più semplice comprendere quali sono i canali che portano alla conversione,
    ma anche quelli che, prima della conversione, vengono utilizzati più volte.

    Il report relativo al Tempo di Conversione (Time Lag) riporta il tempo necessario all’utente per giungere alla conversione. Sono compresi sia i dati sulle conversioni sia i dati in valore percentuale.

    Il report Path Lenght evidenzia il numero di interazioni necessarie all’utente per convertire.

    Le novità introdotte dai Multi Channel Funnels consentono a Google Analytics di raggiungere nuovi ambiti di intervento. L’aggiunta di questa nuova serie di report consentirà infatti di dare una risposta a quelle domande di marketing sempre più frequenti, riguardanti l’ottimizzazione delle campagne e l’allocazione dei budget.


    Google Analytics 5

    Phil Mui (product managaer di Google Analytics), presente come ospite al GAUGE di San Francisco, ha presentato ufficialmente la nuova versione di Google Analytics, la numero 5. Questa nuova versione, sulla quale il team di Google ha lavorato per oltre 18 mesi, presenta notevoli cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia e l’infrastruttura.
    Vediamo nel dettaglio le principali innovazioni:

    - Barra di Navigazione

    La nuova versione di Google Analytics presenta un sistema di navigazione completamente rinnovato: non è necessario scegliere un account e un profilo ma, all’interno della sezione Home della barra di navigazione, è possibile visualizzare l’elenco di tutti i profili disponibili (anche fra account differenti). Un box di ricerca aggiunge un’ulteriore opzione per trovare il profilo ricercato. La sezione iniziale contiene anche link ai post più recenti del blog ufficiale.

    In alternativa, è possibile accedere direttamente alla dashboard, ai report o ai report personalizzati, oppure alla sezione di amministrazione dell’account.
    Questo cambiamento rende la navigazione estremamente più semplice, soprattutto per quegli utenti interessati esclusivamente a dati o report personalizzati.

    - Nuove Dashboard

    E’ possibile creare fino a 20 dashboard personalizzate con i widget (massimo 12 per dashboard) per riassumere i dati più importanti. Una dashboard solo per le conversioni, una per i dati di e-commerce, una per quanto concerne le tipologie di utenti e così via.

    L’aspetto più interessante delle nuove dashboard è la possibilità di personalizzare i widget a piacimento. Nella versione precedente era possibile inserire nella dashboard uno specchietto di un report presente così come GA lo mostrava, mentre adesso è possibile aggiungere, modificare, personalizzare le metriche di riferimento. I widget a disposizione si dividono in 4 categorie:

      Metriche assolute
      Grafici a torta
      Dati su grafici temporali contenenti più di una metrica
      Dati tabulari

    E’ possibile anche applicare dei filtri ai widget in modo da renderli ulteriormente personalizzati.

    - Tool di Custom Reporting aggiornato

    Due le novità più significative nel tool di creazione dei report personalizzati:

    E’ possibile creare un report standard Explorer (in cui le dimensioni sono organizzate all’interno di una gerarchia di tabelle) oppure un report con una tabella fissa in cui sono rappresentate tutte le dimensioni in colonna.
    E’ possibile applicare un filtro ai report personalizzati, eliminando la necessità di aggiungere un segmento avanzato al report.

    - Nuova sezione Admin

    La sezione Admin dell’account non è cambiata tanto nei contenuti ma nella posizione e nel flusso di gestione. La sezione è accessibile attraverso un item presente nella barra di navigazione e presenta una gerarchia maggiormente definita. E’ ora possibile eseguire il drill down prima a livello di account, poi a livello di web property e, infine, per singolo profilo.

    Con questa nuova gerarchia, anche la gestione di filtri, goal, utenti e impostazioni è più semplice e intuitiva.

    - Visualizzazione Word Cloud

    In questa nuova tipologia di grafico le parole più ricorrenti vengono visualizzate con dimensioni superiori a quelle delle altre parole. In pratica, un grafico simile al tag cloud ma con la visualizzazione dei termini più ricercati.

    - Setting degli Eventi come Goal

    Ecco la grande novità. Dopo innumerevoli richieste da parte della comunità degli utenti, finalmente sarà possibile impostare un evento come goal.

    E’ possibile creare obiettivi in base alle 3 dimensioni di riferimenti degli eventi: Categorie, Azioni ed Etichette.

    La nuova interfaccia di Google Analytics sarà disponibile nei prossimi mesi, ma già ora è possibile richiederne l’attivazione


    comScore announces global launch of Digital Analytix

    ComScore ha ieri ufficialmente lanciato la nuova piattaforma Digital Analytix sul mercato USA, naturale sbocco per lo storico Nedstat, finora concentrato sul solo mercato europeo.

    Digital Analytix cerca di rispondere ai normali problemi di analytics quali la riconoscibilità degli utenti, i cookie e i dati personali, la proliferazione dei tag e l’accesso immediato ai dati, proponendo una soluzione con le demografiche totalmente integrate e un singolo tag per la raccolta delle informazioni.

    L’introduzione dei dati di audience demographics aggiunge preziose informazioni per l’analisi dell’attività sul sito, permettendo di ampliare il contesto della strategia di analisi marketing.

    Per coloro che non hanno familiarità con comScore, va ricordato che la società possiede il più ampio audience panel a livello globale, con oltre 140 country coinvolte, e pubblica 43 versioni del Media Metrix Report per l’online audience measurement e la pianificazione sui media.

    L’integrazione dei dati di audience nei dati di web analytics è avviata già in fase di raccolta, con un singolo tag capace di alimentare sia i dati di audience sia i dati di web analytics. Ciò viene realizzato utilizzando due processing rules separate che risultano in un unico ambiente di analisi, denominato UDM – Unified Digital Measurement – che si compone del Global Person Measurement (Panel) e del Global Device Measurement (Page tag).

    Atomix è la tecnologia proprietaria di Digital Analytix che permette di accedere ad ogni singolo blocco di dati senza la necessità di un re-processing. Questo conferisce il grande vantaggio di poter sempre accedere a tutti i dati disaggregati, per poter manipolare il dato grezzo secondo ogni necessità di analisi.

    E’ stata inoltre rilasciata una nuova interfaccia utente che migliora la precedente di Nedstat, effettivamente poco appealing. Nedstat e il nome SiteStat saranno assorbiti all’interno del brand comScore.




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