Web Analytics

Icon

il Blog della Web Analytics in Italia

Google Acquires PostRank

Google ha acquisito nei giorni scorsi PostRank, software company canadese fondata nel 2007 che offre prodotti di analytics per misurare lo user engagement in merito a topic, autori, brand e contenuti sui diversi siti.

I prodotti di intelligence di PostRank – PostRank Analytics e PostRank Connect – sono progettati per monitorare e aggregare i dati social media rilevanti per gli editori e gli inserzionisti: analisi dell’audience e delle performance del contenuto, analisi degli opinion leader che possono avere un impatto significativo sul brand. L’attività dell’utente diviene l’indicatore più accurato per misurare la rilevanza e l’influenza di un sito, di un contenuto di qualunque natura o di un autore.

In pratica PostRank è un sistema di scoring basato sul concetto di Social Engagement che in tempo reale classifica il contenuto online (RSS feed, post su blog, articoli, news, ecc.).
Con il termine Engagement ci si riferisce a quanto le persone trovano interessante o rilevante un articolo o un contenuto pubblicato. L’attenzione o l’interesse verso il contenuto pubblicato determinano un’azione conseguente, un evento, che rende l’engagement misurabile, e che PostRank definisce Engagement Event.

“Event” indica una singola occorrenza significativa. Gli Engagement Event sono attività svolte da ogni singolo individuo attraverso l’utilizzo di social network, siti o applicazioni specifiche. Ad esempio un tweet è un Engagement Event, lo stesso dicasi per il post di un commento o un’attività di social bookmarking. PostRank è in grado di tracciare gli Engagement Event che avvengono su diversi Social Network:

Gli Engagement Event sono attività social che ruotano attorno alle persone che condividono il contenuto da noi creato. Ma, come avviene per le interazioni tra le persone, non tutti gli Engagement Event hanno la medesima importanza. Per questo motivo PostRank ha sviluppato un sistema per analizzare e attribuire un punteggio agli eventi.

Gli Engagement Point sono valori numerici assegnati ad ogni Engagement Event. Quanto più impegnativo e coinvolgente risulta un evento, tanto maggiore sarà il punteggio ad esso assegnato. Ad esempio postare un commento su di un blog vale 10 punti, mentre al click su di una pagina, evento meno significativo, viene assegnato un punteggio pari a 1.

L’Engagement Score è invece il numero totale di Engagement Point guadagnati da un singolo contenuto. Nel caso di un blog post, il numero di punti assegnati per ciascun trackback, commento, tweet, bookmark o voto viene sommato e la somma che ne deriva rappresenta l’Engagement Score per quel post.

Qualche report per dare un senso più ampio.

La sezione Overview mostra l’Engagement dei post più recenti e offre una lettura delle pagine viste e degli engagement score riferiti al giorno precedente. E’ possibile osservare i trend di Engagement degli ultimi tre mesi e verificare picchi, eventi recenti e attività. Sotto al grafico è anche possibile osservare l’attività più recente prodotta dai diversi social network e osservare nell’Activity Stream un’istantanea di fan, azioni e centri nei quali il contenuto ha ottenuto maggiore attenzione.

Il report Your Tracked Pages mostra gli Engagement Event a livello di singola pagina o contenuto.

Con la funzionalità Optimize si può scegliere tra i 10 social media diversi con cui si interagisce e osservare nello specifico la demografica degli utenti associati a ciascuno di essi, oltre a controllare i top influencer.

Il Daily Engagement Report è il report che giornalmente viene inviato nella propria casella di posta con il riassunto degli andamenti di eventi, punteggi e attività social registrata nelle 24 ore precedenti. Le informazioni più rilevanti in merito alla performance del proprio contenuto sono confrontate con il giorno precedente per evidenziare miglioramenti e peggioramenti.

Tornando alla notizia, i termini dell’accordo di acquisizione non sono stati resi noti. Per un’impresa come Google, che genera la maggior parte del proprio giro di affari dall’advertising, l’offerta di strumenti analitici ai propri clienti è di fatto essenziale. Nel caso in questione, vista la crescente popolarità dei social media, molte delle conversazioni rilevanti avvengono in siti quali Twitter e Facebook o nei commenti ai blog e nei forum.

E’ possibile che la tecnologia di PostRank venga nel tempo utilizzata per estendere le funzionalità di Google Analytics e questo potrebbe essere senz’altro interessante. Se è vero che Google Analytics è incredibilmente utile per l’analisi dei pattern di traffico, è anche vero che è in grado di fornire una visione parziale del comportamento dell’utente. Quando ad esempio un visitatore giunge su questo blog, quanto tempo spende nel leggere un post? I lettori lasciano commenti o condividono link su Facebook o su Twitter? Scrivono qualcosa per poi linkare al contenuto originale? Le risposte a queste domande consentono di comprendere meglio la comunità che ruota intorno a noi e che stiamo cercando di coinvolgere.

Queste informazioni, importanti tanto quanto – se non forse più ancora – delle statistiche di traffico, riescono a tradurre in un dato quantitativo la qualità dell’Engagement ottenuto da un sito. L’Engagement – comunque lo si decida di calcolare – è una metrica chiave per la crescita della propria audience e per alimentare un senso di comunità attorno ai propri contenuti online.


Multi Channel Funnels in Google Analytics

I Multi-channel funnel rappresentano una novità importante nella reportistica disponibile su Google Analytics. Per rispondere alla necessità di Attribution sulle campagne, non ci sarà più solo il concetto di last cookie win ma si avrà la possibilità di analizzare e visualizzare l’impatto delle diverse fonti di traffico sulla transazione e sulla visita.
Le analisi di marketing diventeranno quindi più sofisticate perché sarà possibile attribuire il singolo contributo ad ogni fonte che influisce sulla conversione.
Questa funzionalità è stata rilasciata il 12 Aprile in una versione pilota e successivamente verrà messa a disposizione di tutti gli account, dopo avere superato un idoneo periodo di test live.

I Multi-Channel funnel permettono di individuare:

  • quali canali di marketing hanno avuto effetto, negli ultimi 30 giorni, sul visitatore portandolo all’acquisto
  • quali di questi canali portano ad iniziare il processo di acquisto, quali si comportano da assist e quali risultano poi determinanti nella fase finale
  • quali sono le combinazioni di fonti di traffico più diffuse e quali quelle più performanti
  • Quello che avviene subito prima della conversione è importante, ma non lo è meno ciò che avviene lungo tutto il percorso che porta il cliente a convertire. Ipotizziamo di avere un percorso di navigazione che porta ad una conversione dopo una visita diretta, ma preceduta da altre visite al sito, che hanno come origine una ricerca organica, una a pagamento o un link da una fonte social. I Multi Channel Funnel ci consentono di tenere traccia del percorso di provenienza complessivo dell’utente/cliente.

    I multi Channel Funnel consistono in un set di cinque report che forniscono un importante aiuto nell’intraprendere decisioni sugli investimenti.

    L’overview (la panoramica) consente di riassumere le conversioni totali e le conversioni indirette (cioè quelle che hanno richiesto più di una visita al sito prima della conversione).

    Il grafico relativo al Cross-Channel Mix mostra le quote percentuali della distribuzione sul totale delle conversioni. Ciò consente di confrontare velocemente l’efficacia dei diversi canali.

    Il report relativo ai percorsi più frequenti (Top Paths) consente di osservare quali sono stati i percorsi di conversione più utilizzati. E’ così più semplice comprendere quali sono i canali che portano alla conversione,
    ma anche quelli che, prima della conversione, vengono utilizzati più volte.

    Il report relativo al Tempo di Conversione (Time Lag) riporta il tempo necessario all’utente per giungere alla conversione. Sono compresi sia i dati sulle conversioni sia i dati in valore percentuale.

    Il report Path Lenght evidenzia il numero di interazioni necessarie all’utente per convertire.

    Le novità introdotte dai Multi Channel Funnels consentono a Google Analytics di raggiungere nuovi ambiti di intervento. L’aggiunta di questa nuova serie di report consentirà infatti di dare una risposta a quelle domande di marketing sempre più frequenti, riguardanti l’ottimizzazione delle campagne e l’allocazione dei budget.


    Google Analytics 5

    Phil Mui (product managaer di Google Analytics), presente come ospite al GAUGE di San Francisco, ha presentato ufficialmente la nuova versione di Google Analytics, la numero 5. Questa nuova versione, sulla quale il team di Google ha lavorato per oltre 18 mesi, presenta notevoli cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia e l’infrastruttura.
    Vediamo nel dettaglio le principali innovazioni:

    - Barra di Navigazione

    La nuova versione di Google Analytics presenta un sistema di navigazione completamente rinnovato: non è necessario scegliere un account e un profilo ma, all’interno della sezione Home della barra di navigazione, è possibile visualizzare l’elenco di tutti i profili disponibili (anche fra account differenti). Un box di ricerca aggiunge un’ulteriore opzione per trovare il profilo ricercato. La sezione iniziale contiene anche link ai post più recenti del blog ufficiale.

    In alternativa, è possibile accedere direttamente alla dashboard, ai report o ai report personalizzati, oppure alla sezione di amministrazione dell’account.
    Questo cambiamento rende la navigazione estremamente più semplice, soprattutto per quegli utenti interessati esclusivamente a dati o report personalizzati.

    - Nuove Dashboard

    E’ possibile creare fino a 20 dashboard personalizzate con i widget (massimo 12 per dashboard) per riassumere i dati più importanti. Una dashboard solo per le conversioni, una per i dati di e-commerce, una per quanto concerne le tipologie di utenti e così via.

    L’aspetto più interessante delle nuove dashboard è la possibilità di personalizzare i widget a piacimento. Nella versione precedente era possibile inserire nella dashboard uno specchietto di un report presente così come GA lo mostrava, mentre adesso è possibile aggiungere, modificare, personalizzare le metriche di riferimento. I widget a disposizione si dividono in 4 categorie:

      Metriche assolute
      Grafici a torta
      Dati su grafici temporali contenenti più di una metrica
      Dati tabulari

    E’ possibile anche applicare dei filtri ai widget in modo da renderli ulteriormente personalizzati.

    - Tool di Custom Reporting aggiornato

    Due le novità più significative nel tool di creazione dei report personalizzati:

    E’ possibile creare un report standard Explorer (in cui le dimensioni sono organizzate all’interno di una gerarchia di tabelle) oppure un report con una tabella fissa in cui sono rappresentate tutte le dimensioni in colonna.
    E’ possibile applicare un filtro ai report personalizzati, eliminando la necessità di aggiungere un segmento avanzato al report.

    - Nuova sezione Admin

    La sezione Admin dell’account non è cambiata tanto nei contenuti ma nella posizione e nel flusso di gestione. La sezione è accessibile attraverso un item presente nella barra di navigazione e presenta una gerarchia maggiormente definita. E’ ora possibile eseguire il drill down prima a livello di account, poi a livello di web property e, infine, per singolo profilo.

    Con questa nuova gerarchia, anche la gestione di filtri, goal, utenti e impostazioni è più semplice e intuitiva.

    - Visualizzazione Word Cloud

    In questa nuova tipologia di grafico le parole più ricorrenti vengono visualizzate con dimensioni superiori a quelle delle altre parole. In pratica, un grafico simile al tag cloud ma con la visualizzazione dei termini più ricercati.

    - Setting degli Eventi come Goal

    Ecco la grande novità. Dopo innumerevoli richieste da parte della comunità degli utenti, finalmente sarà possibile impostare un evento come goal.

    E’ possibile creare obiettivi in base alle 3 dimensioni di riferimenti degli eventi: Categorie, Azioni ed Etichette.

    La nuova interfaccia di Google Analytics sarà disponibile nei prossimi mesi, ma già ora è possibile richiederne l’attivazione


    comScore announces global launch of Digital Analytix

    ComScore ha ieri ufficialmente lanciato la nuova piattaforma Digital Analytix sul mercato USA, naturale sbocco per lo storico Nedstat, finora concentrato sul solo mercato europeo.

    Digital Analytix cerca di rispondere ai normali problemi di analytics quali la riconoscibilità degli utenti, i cookie e i dati personali, la proliferazione dei tag e l’accesso immediato ai dati, proponendo una soluzione con le demografiche totalmente integrate e un singolo tag per la raccolta delle informazioni.

    L’introduzione dei dati di audience demographics aggiunge preziose informazioni per l’analisi dell’attività sul sito, permettendo di ampliare il contesto della strategia di analisi marketing.

    Per coloro che non hanno familiarità con comScore, va ricordato che la società possiede il più ampio audience panel a livello globale, con oltre 140 country coinvolte, e pubblica 43 versioni del Media Metrix Report per l’online audience measurement e la pianificazione sui media.

    L’integrazione dei dati di audience nei dati di web analytics è avviata già in fase di raccolta, con un singolo tag capace di alimentare sia i dati di audience sia i dati di web analytics. Ciò viene realizzato utilizzando due processing rules separate che risultano in un unico ambiente di analisi, denominato UDM – Unified Digital Measurement – che si compone del Global Person Measurement (Panel) e del Global Device Measurement (Page tag).

    Atomix è la tecnologia proprietaria di Digital Analytix che permette di accedere ad ogni singolo blocco di dati senza la necessità di un re-processing. Questo conferisce il grande vantaggio di poter sempre accedere a tutti i dati disaggregati, per poter manipolare il dato grezzo secondo ogni necessità di analisi.

    E’ stata inoltre rilasciata una nuova interfaccia utente che migliora la precedente di Nedstat, effettivamente poco appealing. Nedstat e il nome SiteStat saranno assorbiti all’interno del brand comScore.


    Adobe Omniture Summit 2011

    Si è tenuto dall’8 all’11 di marzo e come di consueto a Salt Lake City il Summit di Adobe Omniture giunto alla sua 11a edizione, la più grande sinora tenutasi con circa 2.600 partecipanti.

    E’ Brad Rencher, VP e General Manager Omniture Business Unit a fare per primo gli onori di casa, cogliendo l’occasione per lanciare sin da subito il nuovo prodotto di Social Analytics.

    Adobe Omniture SocialAnalytics entra in beta in Aprile (è già in beta per alcuni clienti selezionati quali AOL, Warner Music, Kimberly-Clark, NFL e Purina) e ci si aspetta che venga reso disponibile al pubblico a partire da Luglio. Collegata ad Adobe SiteCatalyst sin da subito, sarà invece integrata nella Suite a partire da Ottobre prossimo.
    E’ il componente ideale da inserire nell’Online Marketing Suite per integrare i dati Social sulla piattaforma core SiteCatalyst ed evita di doversi affidare a strumenti terzi per la Social Analytics (vendor di soluzioni di Social listening tremate…). Ma non solo: si offre in prospettiva lo strumento a persone che già hanno familiarità con SiteCatalyst e si possono sfruttare le correlazioni con i dati di traffico, comportamento e conversione.

    Le novità di prodotto annunciate sono tante e anche importanti, a partire da SiteCatalyst, la cui architettura è stata completamente rivista dopo 3 anni di lavoro dietro le quinte. Maggiori possibilità di segmentazione, nuove regole di real time per il processing dei dati che ne accelerano l’elaborazione, segmenti condivisi all’interno della Suite e maggiore facilità di utilizzo.

    Anche la nuova versione di SiteCatalyst è in beta per 75 clienti e verrà rilasciata ufficialmente verso la fine del secondo trimestre 2011. I clienti esistenti saranno migrati mano a mano sulla nuova piattaforma.

    Queste alcune delle più importanti funzionalità e capabilities che saranno messe a disposizione:

    - Segmentazione in tempo reale on the fly;
    - Maggior numero di custom event (100) e variabili (75);
    - Visitatori unici disponibili su intervalli di date arbitrari;
    - Tutti i breakdown in tutti i report;
    - Le metriche pagine viste/visite/visitatori presenti in tutti i report;
    - Opzioni per la visualizzazione avanzata delle dashboard;
    - Possibilità di impostare le metriche di default in tutti i singoli report;
    - Menu dei report con la funzione ricerca;
    - Migliorie per il mobile;
    - La possibilità di vedere il trend di metriche multiple su un singolo grafico;
    - La disponibilità in default della metrica bounce;
    - Il report Video overview;
    - Segmenti nel datawarehouse basati sulle classificazioni;
    - La definizione di target audience per Test & Target.

    Per quanto riguarda l’accesso alle diverse home di prodotto, la girandola dove erano rappresentati i diversi moduli della suite viene sostituita da un menù standard perchè la numerosità dei moduli supera ormai lo spazio disponibile.

    Per i clienti europei, l’ufficializzazione dell’apertura del Datacenter nel Regno Unito.

    A margine di tutte queste novità, l’annuncio che Adobe Systems Incorporated ha ricevuto l’accreditamento dal Media Rating Council (MRC) per la misura della digital audience e dell’engagement. Le metriche di Adobe SiteCatalyst accreditate sono: Page Views, Visits, Daily Unique Cookies e Time Spent on Site.
    Tale accreditamento assicura che le 4 metriche di SiteCatalyst siano conformi agli standard MRC e alle linee guida IAB.


    Webtrends Analytics 10

    Annunciata in anteprima all’Engage Conference che si è tenuta a San Francisco dal 28 febbraio al 3 marzo, Analytics 10 è la nuova release di Webtrends che sarà resa disponibile a partire da aprile (probabilmente un piccolo ritardo sulla tabella di marcia rispetto al febbraio auspicato).

    L’intento di Analytics 10 è quello di fare da apripista alle nuove generazioni di strumenti analitici affrancandosi dal paradigma della raccolta dati site-centric andando a includere le fonti 3.0 quali mobile e social media. Non a caso Analytics 10 viene accompagnato dal messaggio Unified Digital Analytics – All the answers you want, in one interconnected tool.

    Lo sforzo principale che si evince dall’anteprima di Analytics 10 è tutto orientato ad una rivisitazione profonda della rappresentazione visuale dei dati e delle informazioni, chiaramente pensata per un interlocutore del marketing.

    Il tentativo è di rendere quanto più semplice l’osservazione dei dati complessivi su una sola schermata, in modo tale che ciascuno possa utilizzare e comprendere Analytics 10 anche se privo di conoscenze analitiche avanzate.

    Viene introdotto il concetto di “space”, inteso come digital property che si intende misurare.
    La dashboard di Analytics 10 presenta tutti gli “spazi” (web site, la fan page di Facebook, l’applicazione mobile, ecc.) sulla prima schermata. Ogni qual volta si aggiunge uno spazio, Analytics 10 mette a disposizione i report out-of-the-box nativi e specifici per quella digital property.

    Analytics 10 visualizza i dati raccolti non solamente dai tag presenti sulle pagine del sito o sulle app, ma aggiunge dati di terze parti facendo uso di informazioni pubbliche o informazioni condivise via API da fonti quali bit.ly, Apple, Facebook e PostRank e in futuro anche Twitter, Google e YouTube. Il senso è quello di non precludersi la possibilità di visualizzare i dati da qualsiasi fonte digitale, anche quelle attualmente non presenti.

    Non vi sono ancora molti dettagli in merito alle nuove funzionalità introdotte, lo stesso menù di navigazione di Analytics 10 e il nuovo layout di navigazione andranno meglio valutati una volta che la versione 10 sarà resa disponibile. Si tratta in pratica di un’evoluzione di Insight e di un definitivo abbandono della versione standard.

    Un wizard per la definizione di nuove campagne consente di indicare la landing page di ingresso e i punti di conversione definiti per fare in modo che la campagna sia rappresentata per canali o fonti di acquisizione e risultati di conversione in un’unica vista.

    Nuovi format visuali sono previsti anche per l’analisi di scenario e l’analisi dei percorsi.


    Google Analytics & Privacy – Part One

    Google Analytics, il più popolare tool di Web Analytics al mondo, potrebbe essere illegale in Germania. I funzionari del governo stanno infatti tentando di vietare l’utilizzo di Google Analytics con l’accusa di violazione delle leggi sulla privacy.

    Il vero potere di Google Analytics si manifesta nella sua adozione e diffusione: secondo una ricerca della società Metric Mail, quasi il 50% del primo milione di siti per importanza su Alexa presenta il codice di tracciamento di Google Analytics all’interno delle proprie pagine. Al giorno d’oggi è dunque difficile trovare un sito che non utilizzi Google Analytics. Tra di essi si trova anche buona parte dei domini tedeschi.

    Proprio il successo di Google Analytics è motivo di preoccupazione per i funzionari tedeschi responsabili della tutela della privacy. In teoria, Google è in grado di tracciare i comportamenti di un individuo durante la navigazione e raccogliere informazioni da siti web che contengono dati personali, come banche o compagnie assicurative. Può creare profili che includono informazioni sugli interessi di una persona, lo stile di vita, il reddito, la salute, gli orientamenti politici e sessuali. Se questo individuo ha un account Google, la possibilità di associare un nome ad un profilo utente non è poi così remota.

    Le autorità tedesche sono anche preoccupate dal fatto che i dati in questione vengano raccolti fuori dal paese di riferimento e memorizzati su server statunitensi. Le normative che tutelano la privacy infatti sono diverse negli Stati Uniti e Google potrebbe essere in grado di spostare dati sensibili in paesi dove questi non verrebbero tutelati con lo stesso rigore.

    Non c’è nessuna prova del fatto che Google stia profilando gli utenti in questo modo, ma l’estremo riserbo su come avviene la raccolta, l’elaborazione e l’utilizzo dei dati raccolti da parte della società del più famoso motore di ricerca non contribuisce ad allontanare questi timori. I portavoce di Google rispondono agli attacchi ricevuti limitandosi a ricordare che gli utenti possono scegliere di non far raccogliere i dati di navigazione disabilitando il JavaScript o rifiutando i cookies.

    Gli avvocati tedeschi sono già sul piede di guerra, pronti ad avviare cause in tutela della privacy dei loro clienti: la legge tedesca prevede infatti che un sito web che utilizzi irregolarmente dati sensibili per la privacy possa essere multato fino a 50.000 euro.

    Anziché scoraggiare il colosso di Mountain View, queste contestazioni hanno portato alla decisione da parte di Google di creare un importante centro di ricerca a Berlino, sviluppando centinaia di nuovi posti di lavoro.
    “Non cercheremo solo di ampliare massicciamente il nostro team tedesco in materia di marketing e di ingegneria, faremo anche un investimento finanziario significativo per la costruzione di un nuovo istituto per l’online a Berlino”, annunciava il CEO di Google Eric Schmidt sul quotidiano Die Welt lo scorso 16 Febbraio.

    Ma la guerra dichiarata a Google da parte della Germania non si limita al tool Google Analytics: circa 250.000 utenti in Germania hanno scelto di rimanere fuori dal servizio di mappatura di Google Street View on-line, chiedendo che le loro residenze fossero rese irriconoscibili su Internet.

    La querelle relativa a Google Analytics è accesa in Germania ormai da quasi due anni. E’ stato infatti Johannes Caspar, avvocato e cittadino tedesco responsabile della protezione dei dati ad Amburgo, a far emergere per primo la questione relativa al trattamento dei dati personali. Nel 2009, infatti, l’associazione delle autorità federali per la protezione dei dati ha tracciato le linee guida sulle modalità di raccolta per i tool di web analytics, sentenziando che un indirizzo IP è considerato dalla legge un’informazione di carattere personale.
    La legge tedesca prevede che:

    • Venga comunicato agli utenti che navigano un sito che è presente uno strumento di tracciamento e venga data loro la possibilità di rifiutare la registrazione della navigazione.
    • I dati raccolti non vengano correlati ad ulteriori informazioni già disponibili sugli utenti.
    • Obbligo di cancellazione dei dati nel momento in cui non vengono più utilizzati.
    • Venga richiesto il consenso di un utente prima che le informazioni relative al suo IP siano trasmesse ad un qualsiasi strumento di raccolta. Senza tale consenso, gli indirizzi IP devono essere mascherati in modo tale da non risalire in alcun modo all’ utente.

    Una prima grande vittoria Caspar l’ha ottenuta a Marzo 2010, quando ha costretto Google a sviluppare un plugin per i browser che consente agli utenti di disabilitare il trasferimento dei loro dati di navigazione (il plugin è disponibile per Internet Explorer, Firefox e Chrome ma non per Safari e Opera).

    Ma per Caspar questo non è stato abbastanza. In un’intervista del 10 gennaio, egli ribatte che “quello che Google sta proponendo non è sufficiente”.
    Il consulente giuridico di Google in Germania, Per Meyerdierks, ha affermato che Google Analytics è già conforme alla legge europea in materia di protezione dei dati, tanto da essere utilizzato da siti web di organismi europei di protezione dei dati. Ma per Caspar: “Google sta cercando di guadagnare tempo, facendosi scudo dal fatto che la responsabilità legale per l’uso di Google Analytics è dei proprietari dei siti. Google, ovviamente, si sta nascondendo dietro di loro”.

    Allo stato attuale delle cose, non è ancora chiaro quello che potrà succedere. Quanto emerso in Germania negli ultimi mesi (citazioni anche per Facebook, il più diffuso social network al mondo) potrebbe estendersi in altri stati dell’Unione Europea. Certo è che in presenza di una normativa chiara a livello comunitario la discussione troverebbe più facilmente una soluzione, omogenea in tutti gli stati membri.


    Adobe acquires Demdex

    Adobe sta ulteriormente rinforzando il suo investimento sul mercato dell’advertising online e si compra Demdex, una società di data management di New York sconosciuta ai più che offre la possibilità agli editori di estendere il controllo sui dati comportamentali raccolti.

    Demdex offre la possibilità di creare una “banca comportamentale” dei profili degli utenti presenti sui dati raccolti sui siti di proprietà degli editori o provenienti da fonti terze. Questo permette non soltanto di aumentare le possibilità di estendere il controllo sull’analisi e la segmentazione di questi dati, ma ne consente la conservazione una volta che si dovessero cambiare ad network o data provider.

    Demdex farà parte della business unit di Omniture e il servizio sarà parte integrante dell’offerta di Adobe Online Marketing Suite.


    The Web is Dead…Track Your App

    Sai tutto sui visitatori del tuo sito: sesso, età, tempo speso, loyalty, ecc.. Sai quello che dicono di te e dei tuoi competitor su Facebook, Twitter, YouTube. Stai inizando a conoscere i visitatori da BlackBerry, iPhone, Ipad, Android. Probabilmente, stai trascurando una fetta di utenti, stai trascurando il 24% degli adulti americani che utilizza le app.

    Quanti utenti effettivamente utilizzano l’app dopo averla scaricata? Qual è la frequenza di utilizzo nella settimana? Dove sono geolocalizzati gli utenti? Perché utilizzano la tua app? Cosa li spinge a disinstallare l’app? Questo è l’In-App Analytics.

    L’In-App Analytics ha in sé una grande potenzialità, la possibilità cioè di collegare l’interazione dell’utente con l’applicazione alle caratteristiche socio-demo-geografiche dell’utente, con un’accuratezza spaventosa. Chi sei, dove sei e come utilizzi l’app diventano il focus dell’In-App Analytics.

    La diffusione attuale e futura degli smartphone non va trascurata, anzi va cavalcata.

    Sempre più utenti utilizzano le loro app gratuite o a pagamento per leggere le news, il meteo, trovare ricette, trovare un ristorante, ecc. Statistiche di base come per esempio numero di download sul numero di impression vengono fornite da Apple Store, ma le statistiche sull’utilizzo dell’app no. Se hai un app e vuoi conoscere come gli utenti interagiscono con l’applicazione, è necessario pensare ad un sistema di tracciamento dell’app. Adobe SiteCatalyst fornisce per esempio un’intera libreria in merito a questa tematica e così anche altri vendor. E’ possibile tracciare l’app in maniera personalizzata, si può decidere cosa interessa studiare, quali informazioni demografiche catturare, in che modo correlare i dati dell’utente con i suoi comportamenti.

    Però c’è un punto fondamentale da tenere a mente: le metriche tipiche della Web Analytics, nell’ambito dell’In-App Analytics perdono di significato. E’ necessario infatti ripensare alle metriche, utilizzare un nuovo lessico, non più click, ma touch, non più page views ma screen views, non più visitors, ma downloaders, users, active users, new users, non più tempo medio speso sul sito ma tempo medio speso sull’applicazione, non più bounce rate come visita di una singola pagina vista ma bounce rate come numero di accessi all’app composti ad un unico evento, non più una loyalty basata sul numero di acquisti bensì una loyalty basata sulla combinazione di frequenza di utilizzo dell’app a settimana e retention sopra i 90 giorni. E per gli ossessionati della metrica Visitatore Unico, finalmente il visitatore nell’In-App Analytics diventa realmente unico! Non più una metrica basata sui cookie, bensì sull’ID del telefono!

    Diventa altresì fondamentale ripensare alla profilazione dell’utente, non più geosegmentazione basata sull’IP ma tramite GPS, non più dati demografici forniti in una form (spesso dati fake) ma dati veri forniti al momento dell’acquisto del telefono (o download dell’app).

    In ultimo, qualche dubbio sulle applicazioni offline? Cioè quelle che non richiedono l’accesso ad Internet? Nessun problema, anche quelle si possono tracciare!


    Google In-Page Analytics

    Google Analytics ha introdotto la funzionalità In-Page Analytics per offrire un contesto visuale ai dati di Analytics.
    In pratica è possibile osservare i dati raccolti e processati con Google Analytics sovrapponendo le metriche alle pagine del sito mentre lo si naviga.
    In-Page Analytics va a sostituire il Site Overlay, che è da sempre un tallone di Achille per GA.

    In-Page Analytics è un report che si trova nella Content section del Google Analytics account. Il fine dei report come In-Page Analytics è quello di trasferire all’analista un’informazione relativa a come gli utenti interagiscono con le pagine e con i contenuti proposti.

    Può quindi essere di aiuto per individuare problematiche a livello di layout di pagina, di attenzione verso i contenuti proposti, di capacità dell’utente nel trovare gli articoli disponibili e tutto ciò che riguarda le logiche di interazione con l’interfaccia.

    Il report ha la possibilità di supportare l’analisi sui segmenti avanzati e include la lista completa dei link in uscita, le informazioni derivate sono sempre a livello di pagina.

    Per accedere al report si può andare nella Content section oppure nell’Overview report.

    In-Page Analytics è ancora in beta e manca della risoluzione delle pagine virtuali. E’ attualmente disponibile per gli utenti della versione inglese di Google Analytics.




    Follow WebAnalytics_it on Twitter

    Categorie